Tampilkan postingan dengan label film. Tampilkan semua postingan
Tampilkan postingan dengan label film. Tampilkan semua postingan

Recensione: The Twilight Saga: Breaking Dawn - part 1 - [film]

Alla fine Bella muore dilaniata da un parto cesareo ma Patterson prima le inietta dio solo sa che cosa e poi la mordicchia dappertutto, trasformandola in un vampiro e salvandole la vita.

Essendo il film dedicato quasi esclusivamente alle ragazzine che hanno letto il libro, immagino che a nessun fan di twilight in ascolto questa rivelazione suoni inattesa, ma essendo Drink! un blog dedicato quasi esclusivamente a gente normodotata è lecito supporre che non ci sia nessun fan di twilight in ascolto.



Breaking Dawn - part 1- illustra le vicende narrate nel quarto libro della fortunata saga scritta da Stephenie Meyer. A causa della gargantuesca avidità dei produttori, quest’ultimo romanzo è stato diviso in due distinte trasposizioni cinematografiche, seguendo la strada aperta dai criminali che hanno portato sul grande schermo l’ultima avventura di Harry Potter. 
Non ho idea di quando uscirà la seconda parte.

Inusuale che nessuno si senta profondamente preso per il culo da una decisione simile; questo è solo il primo dei differenti indizi che dimostra empiricamente come il pubblico della pellicola e soprattutto i nati dopo il 1990 siano persone con un numero di cromosomi diverso dal normale.

Trama: 
Bella ed Edwards (Kristen Stewart e Robert Pattinson) convolano a giuste nozze e finita la farsa del matrimonio partono per la luna di miele. Consumano il loro primo rapporto sessuale in una casa da sogno su un’isola al largo del Brasile, la scena di sesso è una delle più pudiche e involontariamente ilari mai viste al cinema: Pattinson si scatena come si scatenerebbe un camionista rumeno in un bordello di mignotte filippine, demolisce il mobilio ikea che arreda la casa e demolisce il corpo della sua amata, dando finalmente un senso alla preferenza di Bella per il vampiro piuttosto che per il licantropo.

Quando il giorno dopo dei lividi macchiano la pelle della fanciulla, il buon vampiro si sente in colpa e decide di astenersi da ulteriori momenti di intimità.Bella, che invece ha la faccia di una che si è divertita tantissimo e vorrebbe continuare a farsi sbattere violentemente dal suo gelido marito o da un qualsiasi palo della luce, scopre che sull'isola non ci sono lampioni e quindi cerca di provocare il marito indossando biancheria lasciva e facendo la gatta morta in una delle scene più volontariamente patetiche mai viste al cinema. 

L’idillio termina quando la femmina realizza di essere in attesa di un piccolo mostriciattolo per metà vampiro e per metà gatta morta.Il vampiro reagisce come reagirebbe qualsiasi uomo su questa terra: 
“Ti toglieremo quella cosa da lì”, dice gonfio di rabbia, ma la gravidanza non è come quelle che affligono la razza umana, quel mostro che Bella tiene in grembo la consuma dall’interno, rubandole forze e quella già poca vitalità che anche nei film precedenti ha caratterizzato uno dei personaggi femminili meno riusciti nella storia della letteratura. 


I due sposini tornano a casa, sistemandosi nella residenza dei parenti succhiasangue in cerca di cure e aiuto. I lupi allora decidono di muovere guerra ai vampiri, sembra che la gravidanza di Bella li turbi, ma non è chiaro il motivo. 
Pare che lo spread tra i bund tedeschi e i btp, una volta tanto, non sia tra le cause scatenanti di tale conflitto.

Il licantropo che voleva fiondarsi la gatta morta negli altri film della saga ovviamente si separa dal suo branco e si schiera dalla parte dei vampiri ma tanto lei non gliela dà e non gliela darà mai. 
Bella è stremata da questa veloce e terribile gravidanza, perde peso, non mangia, soffre. Un esempio per tutte le anoressiche.

Pattinson, in una delle scene più involontariamente cretine della storia della filmografia mondiale, non sapendo come lenire le sofferenze della mogliettina tutta pelle e ossa usa Yahoo per cercare informazioni su demoni, leggende e altre minchiate. 
Propro così, su Yahoo. 
Evidentemente Google non se la sentiva di venire citato in questa merda di film. 

Allorché Il capo vampiro decide di far bere del sangue umano alla gatta morta, sangue umano che teneva da parte, che non si sa mai. 
La scena in cui il capo vampiro estrae la sacca di sangue per nutrire Bella in una stanza piena di altri vampiri è epica. 
È come se io domattina andassi al SERT dove ci sono i tossici in coda che attendono il metadone e dicessi: “Guardate tossici, questa è eroina purissima!” per poi somministrare la droga a dei piccioni di fronte ai loro occhi. 
Se preferite un paragone politicamente più corretto, che non vi disturbi e comprensibile anche dalla borghesia agiata, è come se andassi in una riunione di alcolisti anonimi e sorseggiassi un Four Roses and Cola ascoltando le storie di quei falliti. 

Nella mitologia di Twilight questi “vampiri per bene” non bevono sangue umano ma solo sangue di animali.Gli autori di True Blood ti hanno fregato alla grande, miss Stephenie Meyer, vero? 

Alla fine Bella muore dilaniata da un sanguinario parto cesareo ma Patterson le inietta dio solo sa che cosa e la trasforma in un vampiro salvandole la vita. Un finale parziale e ossimorico.
Il licantropo ha "l’imprinting" con la neonata figlia di Bella e questo risolve inspiegabilmente il conflitto inspiegabilmente scaturito dalla gravidanza della puttanella denutrita, almeno per ora. 
Fine. 

Roba Tecnica e Giudizio Universale:
La regia di questo film di merda è firmata da Bill Condon, non ho la più pallida idea di chi sia o di quali altri film abbia girato, mi documenterei ma non me ne frega nulla e dovrebbe essere altrettanto per voi. 
Gus Van Sant ha rischiato di essere ingaggiato per dirigere Breaking Dawn ma grazie a dio ha preferito fare dell’altro (Restless - l’amore che resta - è un fottuto capolavoro).
I Muse non compaiono più nello score del film lasciando il posto agli evanescence, ma percependo in modo indistinto la pessima musica dei due gruppi in questione potrei sbagliarmi.
Scadenti come al solito gli effetti speciali; le animazioni dei lupi sono lontane anni luce dai primati de “L’alba del Pianeta delle Scimmie” e ricordano di più il cane di Shadow Dancer, videogioco del 1989 per il SEGA Mega Drive.È palese come la maggior parte dei miliardi incassati dalle pellicole precedenti sia stata destinata alle lenti a contatto piuttosto che alla grafica computerizzata. 

Unica nota positiva: il licantropo interpretato da Taylor Lautner ha finalmente scoperto l’esistenza delle magliette e per tutto il film non lo vedremo mai a petto nudo. 
Alleluya.

reviewed by
Drink! il primo blog videoludico che va a vedere al cinema i film di merda per poi sputtanarli con cognizione di causa. Perché io posso.

Recensione: Dylan Dog [Film. Dimmerda.]



Inizio della recensione:
Dylan Dog è un film di merda.
Fine della recensione.


A seguire - tanto per intrattenervi -  bestemmie, camminate sincronizzate e musica.

Bestemmie:


Sincronia:


Musica:



do the right thing
Drink! il primo blog videoludico che non festeggia san patrizio e non festeggia il 150esimo dell'unità d'italia. Non festeggio più manco il mio compleanno, figuriamoci. 
(Grazie a Mesic per aver scovato i video)

Recensione: 127 0re [Film]

Trama.
127 ore è la vera storia (per quanto un film possa essere vero) di un alpinista americamo (per quanto un americano possa essere alpinista), tale Aron Ralston. Un bel dì il baldo giovane, mentre bighellonava allegro e spensierato per il deserto roccioso dello Utah, incontra due avvenenti figliuole discretamente accessoriate e mica da buttare sebbene un po’ timide, che si sa, quelle timide quando le hai sotto ti urlano nelle orecchie le porcate più impensabili e sanno come ribaltarti meglio di quelle che ciarlano tanto e ciulano poco.

James Franco. Decisamente un bell'uomo.
Le due femmine, essendo femmine, sono incapaci di perceperire la propria posizione nello spazio e avendo perso la strada per raggiungere chissà quale schifo di posto, chiedono aiuto al nostro Aron, il quale invece di provarci, fermarsi con loro a bere un gatorade, invitarle a guardare le stelle o qualunque altra scusa utilizzino i giovani d’oggi per ottenere del sesso, si limita ad accompagnarle in un indeterminato buco di quell’arido inferno pietroso per poi riprendere il suo ramingo errare e quindi precipitare in un fottuto canyon sperduto in mezzo al nulla con un masso sul braccio e rimanere bloccato lì per, indovinate? Si! 127 ore.

Evidentemente nessuno gli aveva mai raccontato dell’innata carica erotica che si cela dietro alle ragazze timide. Cose che capitano, a me nessuno ha mai spiegato come devono essere usate le, virgole.

Ma soffermiamoci su un punto importante: “Ramingo errare”, non so se mi spiego, dove lo trovate un altro blog videoludico con sittale padronanza della favella? Eh? Dove? In nessun fottuto angolo di questa merda che è la blgosfera, ecco dove.

Il film, scritto e diretto da Danny Boyle, ci mostra il calvario di Aron fino al momento in cui, perso del tutto il lume della ragione, fa la cosa più sensata per evitare di morire d'inedia: amputarsi il braccio intrappolato con grande spargimento di sangue e musichetta d'atmosfera.
Una pellicola adatta per tutta la famiglia o per giovani coppiette di innamorati.


Imprigionato in fondo al canyon per quasi 5 giorni, il giovane alpinista ripensa alla sua vita, a quanto sia da dementi partire per un posto sperduto senza dire a nessuno dove stai andando e una serie di scene davvero noiose palesano l'incompetenza del regista e l'impossibilità dell'attore protagonista di tenere lo schermo.
Distraendomi durante un lungo flashback ho teorizzato la somiglianza tra James Franco e Stefano Accorsi.
Emblematico esempio per spiegare la smisurate dimensioni del mio tedio.

Cosa fa Aron in fondo al canyon in tutto questo tempo? Niente di che, semplicemente ammazza il tempo facendo le stesse cose che tutti voi fate per riempire le vostre giornate colme di noia; Gioca con la sua videocamera, fotografa le sue allucinazioni, piscia, beve il proprio piscio, si fa una sega pensando alle tette di una delle due tope incontrate in precedenza, bestemmia, chiede aiuto, si sente solo, spera che il nuovo post di Qualcosa del Genere non faccia cagare e prova paura.

Interpretazione soggettiva.
E se il masso rappresentasse il peso degli ostacoli che impediscono di realizzarsi? E se rimetterci un braccio fosse una metafora volta a spiegare che bisogna mangiare merda per ottenere quello che si vuole? Mmmm.



Giudizio severamente critico.
Il nuovo post di Qualcosa del Genere non fa cagare, Danny Boyle invece è un cazzone patentato e non lo sopporto. The Millionaire a me ha fatto davvero pietà e se a voi è piaciuto non vi parlo più. dei suoi film salvo solo Trainspotting, perchè è tratto da un libro fantastico, che magari un giorno o l'altro leggerò per davvero.
127 ore ha di bello la colonna sonora, quindi  a meno che non siate ciechi (hey, come cazzo state facendo a leggere questo post?) non vale il costo del biglietto. Qualche invasato di trekking, biking e roba così non-nerd potrebbe provare curiosità per la storia di Aron, in questo caso scaricatelo. Anzi, scaricate direttamente la colonna sonora che fate prima.


you know i'm right
Drink! il primo blog di satira videoludica e recensioni di altre cose correlate al mondo della game culture. Tranne che in questo caso.

Recensione: il Grinta (True Grit) [Film]

Stando a quanto parecchie persone non correttamente informate tendono a scrivere sulle peggiori riviste cinematografiche e stando a quel che viene riportato nelle sgrammaticate rubriche culturali presenti sugli  sconosciuti quotidiani locali della bassa padania, nonchè su quei blog che sbagliano sempre l'orario di inizio dei film a Genova (MyMovies, vaffanculo.) Il Grinta firmato dai Cohen è il remake del vecchio film con John Wayne.
Cazzate.

nell'immagine Matt Damon pare domandarsi "Ma chi me l'ha fatto fare di lavorare con questo derelitto?"

E si, alla fine, ma proprio alla fine, lo sceriffo muore, la bambina perde un braccio ma si salva e diventa una bisbetica zitella, il cattivone viene ucciso e Matt Damon poteva anche non accettare la parte che tanto nessuno ne avrebbe sentito la mancanza.
Sapete qual è un altro film del quale nessuno avrebbe sentito la mancanza? Here After.
Damon dovrebbe smetterla di fare film.
E che qualcuno uccida Clint Eastwood prima che qualche altra cagata rovini la sua reputazione.

Ora che oltre a dissertare su questioni non prettamente inerenti vi ho rivelato il finale, passiamo alla trama.

Una ragazzina di appena quattordici anni decide di vendicare la morte del padre avvenuta per mano di un bifolco interpretato da Josh Brolin nella parte di se stesso.
Molto convincente.
La piccola donzella è dotata di una cultura assurdamente alta per l'epoca in questione, di una lingua tagliente e di un caratterino che ad ogni parola da lei proferita ti fa domandare come mai nessuno le pianti una pallottola nel cranio, siam pur sempre nel Far West.

Avendo si favella, determinazione, grinta (la vera grinta del titolo originale è proprio lei, altro che quel rincoglionito con la benda sull'occhio) e coraggio, ma non disponendo dei mezzi o della prestanza fisica per consegnare un bandito alla giustizia, la piccola decide di ingaggiare uno sceriffo federale vecchio, guercio e ubriacone, magistralmente interpretato da Jeff Bridge nel ruolo di se stesso.
Anche un editorialista de Il Giornale capirebbe l'insensatezza di affidare a un uomo così poco affidabile un compito del genere, ma i film sono belli proprio per questo; sono irrazionali come un fottuto oroscopo o il cervello di una donna ma puoi guardarli senza sentirti un perfetto idiota, anzi, sentendoti un pelo superiore.

nell'immagine la pivella pare domandarsi "ma chi cazzo me l'ha fatto fare di ingaggiare 'sto derelitto?"

Giudizio meta-critico definitivo e finale

Il Grinta è un gran film, probabilmente la cosa migliore che voi comuni mortali potrete guardare al cinema dal 18 febbraio, ciononostante resta la pellicola meno convincente dei Cohen dai tempi di Lady Killer e se volete anche degli argomenti oltre che personali sentenze, che diavolo, il web è pieno di gente che è pronta a dirvi quanto sia spettacolare questo film o a riempirvi la testa con sagaci analisi sulla retorica della pellicola e puttanate varie.
Consigliato malgrado la presenza di Spielberg come produttore.

review this
Drink! il primo blog di cultura trans videoludica e cinematografica. quote of the week:
"Siete invidiosi perché sapete benissimo che morirete inciccioniti di fronte allo schermo di un computer, senza un'emozione che sia una e che l'unico atto di rivolta delle vostre giornate è guardare Facebook di nascosto dal vostro capo." [ottagono irregolare]

Recensione: Harry Potter e i doni della morte [film]

[Il post seguente è stato rubato in accordo con l'autore dal blog di Franz, Pacatamente]
 

E’ oramai tradizione attestata che quando entri io in sala Harry Potter sia già iniziato da qualche minuto: potrei tentare di tutto, dall’arrivare al cinema quattro anni prima o inventare la macchina del tempo, e mi siederei comunque non prima che Bill Nighy abbia concluso il suo discorso di overture.
Fa nulla.

Mi seggo e già riconosco il pubblico pur nel buio della sala: metà sono bambini maleducati e l’altra metà ventenni in pieno amplesso potteriano: il risultato di questo connubio è un casino non da poco: ma anche questo fa nulla, dacché avevo messo comunque in conto che ci sarebbero state le seguenti distrazioni: 

  1. i potteriani che spiegano a eventuali compagnie non potteriane cosa sta accadendo (e, a volte, cosa sta per accadere, con poco giubilo da parte di chi ha avuto un’infanzia felice e lontana da fantasie oscene con Severus Piton);
  2. i potteriani che litigano con eventuali compagnie potteriane su questioni di poco conto (“Ruper è molto maturato nella recitazione”, o “Ginny con quelle spalle nude è una sgualdrina”, oppure “hai detto sgualdrina, pezzo di merda?”, mentre spesso sentite anche “non mi piace il doppiaggio di Voldemort” assieme a “si, ho detto sgualdrina e rincaro con grifondoro puttana!”);
  3. le varie fazioni che ululano quando appare il loro personaggio preferito per la prima volta;
  4. i bambini che dopo i primi cinque minuti sono già distratti e giocano lanciandosi i popcorn;
  5. le maschere che ti puntano la torcia in faccia per vedere se non stai registrando una copia pirata con cui abbattere l’economia della cinematografia;
  6. i potteriani che si commuovono e piangono.

    Ma veniamo al film.

    C’è una grande cosa che mi piace di Harry Potter: la scenografia.
    Tra le zone non magiche, sono presenti ampi spazzi naturali che permettono riprese mozzafiato, seppur un po’ da documentario, a volte; ma soprattutto ho amato il set durante le riprese di scene di azioni: queste sono state calate in un ambiente urbano tipicamente londinese, quindi piccolo, particolareggiato e vivo, ben distante dagli asettici ed enormi scenari metropolitani a cui ci ha abituato l’action movie americano, con solo qualche comparsa di sfondo urlante di tanto in tanto; tant’é che la scena dell’inseguimento iniziale di Harry e Hagrid avviene in una galleria a due corsie (!), piene di scatolette a quattro ruote non molto dissimili da quelle che troverei davvero imbottigliate nel traffico il lunedì mattina.
    Gli ambienti non-babbani, invece, che pur sono una delle cose che ha resto nota la saga, sono stati pochissimi: l’unico luogo magico importante visitato è stato il ministero, senza per altro che siano state aggiunge grandi novità dalla scenografia del quinto film (avran ripreso il medesimo cartonato), anche se mi è sembrato molto accurato usare per manifesti e volantini che lì circolavano una grafica che ricorda non poco quella del ventennio.


    Continua a deludermi un po’ il dialogo: a volte le battute di alcuni personaggi sono senza senso e Ron soprattutto passa da un argomento all’altro, scorciando così, per motivi di tempo, dialoghi o scene più ampie: praticamente alcune spiegazioni sono proferite in modo così economico e veloce che mi domando se sia tutto comprensibile a chi non ha letto il libro; altre scene ancora sarebbero apparse lente se non fossero state supportarte da una buona colonna sonora. Quest’ultima, però, non è più quella brillante di un film magico, bensì quella intensa e grave di un film apocalittico.


    Altra questione cocente è l’infedeltà al libro: grave domanda che indaga su le scenette aggiunte e tagliate.
    A mio avviso una deturpazione necessaria, altrimenti il film non reggerebbe con solo la tensione dei ragazzi: quindi, c’era bisogno di quel balletto con Harry ed Hermione, c’era bisogno delle banali ma simpatiche scenette di Ron, c’era bisogno di non gravare con la conversione di Kretchet, ma soprattutto era necessario che la fiaba dei Doni Della Morte venisse trattata con la semplicità di un disegno stilizzato su sfondo di seppia.
    Ammirevole che almeno questo film si sia concluso con una scena decente, e non la ripresa dall’alto del trio che spara qualche boutade retorica sul fatto che loro ci hanno l’amore e Voldemort no.


    Alcune immagini tratte dal film:

    Un mezzosangue catturato dai Ghermidori

    Ron distrugge l’Horcrux con la spada di Godric Grifondoro

    Potter contro quel cattivone di Leopardi
    (da pacatamente.wordress.com)


    hosted by
    Drink! “The Internet: where men are men, women are men, and children are FBI agents."

    Recensione: The Social Network [film]


    "Ok, probabilmente diventerai un vero mago dei computer, non mi stupirebbe, ma passerai la vita a pensare che non piaci alle ragazze perchè sei un nerd, e io posso dirti dal profondo del mio cuore che non sarà per questo, non piacerai perchè sei un grande stronzo."

    Mark Zuckerberg è uno studente di Harvard decisamente nerd e stronzo assai. Piantato in asso da Erika Albright, la ragazza alla quale possiamo attribuire la battuta precedente, decide di ubriacarsi, sputtanarla sul proprio blog e rubare le immagini di tutte le fighe dell'università hackerando diversi database per creare un sito in cui votare la figa più figa, tutto in una sera.

    Momenti che abbiamo passato tutti, escludendo la parte di violare i database e creare siti che mandano in crash la rete di Harvard.

    Il film narra la causa legale intentata dai due rincoglioniti che avendo notato l'abilità come programmatore di Zuckerberg gli hanno proposto di sviluppare "HarvardConnection", un sito per connettere online gli studenti di Harvard, e si son fatti rubare l'idea del social network come due polli, il tutto intervallato da alcuni flashback dei momenti topici dell'ascesa di Facebook, dalla selezione dei programmatori fino all'incontro con quel fallito che ha creato Napster, Sean Parker, interpretato da quel fallito di Justin Timberlake.

    Zuckerberg viene ritratto dall'occhio di David Fincher come un ragazzo in balia di un'immensa solitudine, una personalità schiva e arrogante, chino sul suo portatile mentre gli altri studenti fanno baldoria alle feste, egoista e determinato, geniale ma assolutamente sociopatico.

    Emblematico è un altro dialogo della sequenza iniziale, sempre tra Mark ed Erika:
    "è meglio se restiamo amici"
    "io non voglio amici"
    "era solo per educazione, non ho intenzione di essere tua amica."

    Non sapremo mai se la fanciulla che mandando a cagare Mark Zuckerberg ha dato il via alla creazione di Facebook ora sia più felice di quanto non lo sarebbe stata avendo un miliardario come fidanzato, nè sapremo mai cosa ne sarebbe stato di Internet se Facebook non fosse mai esistito.
    Di certo Zuckerberg avrebbe qualche amico in più e non sarebbe ricco sfondato.

    GIUDIZIO CRITICO AND SHIT LIKE THAT

    The Social Network, dio perdonami per quello che sto per dire, non è un film di merda, la pellicola intrattiene per due ore e ha come unica pecca la presenza di Justin Timberlake, personaggio che appenderei al muro con un paio di chiodi. Così, tanto per.
    Restando in tema di chiodi, la colonna sonora fa sfoggio di uno score originale creato da Trent Reznor dei Nine Inch Nails - che a dirla tutta non è granchè - e di una versione di Creed dei Radiohead molto bella.

    Il film esce domani nelle sale cinematografiche di tutta italia, isole comprese.
    Nella scena finale Mark chiede l'amicizia a Erika su Facebook e aggiorna compulsivamente il browser in attesa di una risposta.
    Patetico.

    stuck in a midlle with
    Drink! il primo blog videoludico che quando recensisce qualcosa ti racconta il finale, sempre.

    Recensione: La solitudine dei numeri primi [film]


    Mattia e Alice sono due sfigati che più sfigati non si può. A dirla tutta Mattia è anche un coglionazzo, perchè il nodo gordiano del malessere esistenziale che lo turberà per tutta la vita risiede in un episodio di cui soltanto lui è responsabile, ovvero aver abbandonato la propria gemella in un parco.
    Bravo, testa di cazzo.

    Alice, zoppa a causa di un incidente sciistico, sarebbe anche una persona bene o male normale ma un grave handicap pende su di lei: è donna. Non credo serva aggiungere altro.

    Sebbene nel mondo reale dei personaggi così mal assortiti non potrebbero e non dovrebbero procreare, tra i due fiorisce una sorta di compassionevole amore che puzza di endogamia e che inevitabilmente dà il voltastomaco.

    La pellicola attraversa diversi momenti della vita dei due casi umani di cui sopra e bla bla bla per quasi due ore.

    A differenza del famoso libro, che non ho letto temendo fosse un saggio di matematica, quest'opera è un film.

    GIUDIZIO ULTRA CRITICO
    In confronto a Somewhere di Coppola, La solitudine dei numeri primi è un capolavoro, ma solo perchè Somewhere è davvero un film di merda nell'accezione meno ironica del termine.
    Bella la canzone di Kim Carnes, anonima la regia di Costanzo, considerevoli le dimensioni delle tette di una fanciulla disgraziatamente sedutasi accanto al sottoscritto e che col suo decoltè mi ha intrattenuto durante le scene più noise.
    Sconsigliato.

    trust my
    Drink! il primo blog videoludico diverso e polemico, che non ha nessun rispetto per la democrazia, e che parla molto male di prostitute e detenuti da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti.

    Recensione: The Karate Kid - La Leggenda Continua [Film]

    Drink!, da sempre blog avanguardistico circa i nuovi metodi di espressione, comunicazione e seduzione trans-razziale, etero od omosessuale che sia, inaugura seduta stante la nuova frontiera della critica pseudo-giornalistica: la Star-Trek-Recensione: una recensione priva di ogni ormai sorpassato orpello descrittivo e costituita unicamente da un’immagine raffigurante un qualsiasi personaggio della suprema saga fantascientifica. Interpretandone lo stato d’animo e le emozioni, otterrete il mio più che autorevole giudizio tecnico sull’opera presa in questione.

    Una storica iniziativa decisa a seguito della visione in anteprima del film The Karate Kid - La Leggenda Continua (nelle sale dal 3 settembre per voi comuni mortali), evento degno di inaugurare il nuovo traguardo raggiunto dal blog in termini di potenzialità informative e divulgative.

    Per venire incontro ai meno empatici tra di voi, l’immagine potrebbe contenere un didascalico testo.
    Ed ecco la Star-Trek-Recensione del film:

    TRAD: "MA CHE E' STA MERDA?"

    Eloquente.

    Level up your life
    Drink! il blog videoludico proiettato nel futuro. Da oggi con un testicolo più grande dell’altro.

    Recensione: Gamer [film]

    Badaboom! PIN PIN TRAT TA TA! Fiuuuuuu! Crash! Pata-crash! ta-ta-ta-ta-ta-pum! KaBoom! AAAAAAAAAAAAH!!! BUM! BIM! BAM! BOOOOM! Pimpulu Pampulu Palimpampù!
    ZAC! ZAPP! ZIP! pitipitotititititititi! WOW! ARRRRGH!!!!!
    OOOOOOOOOOOooooh!
    Crish! Zac! Zac! Zac! Save PoinT! what the fuck!
    CHEATER!
    FUCK! PLIN! PLON! PAL!!!!!



    Gamer è uno dei film più rumorosi che io abbia mai visto e/o ascoltato. Ed è anche pieno di tette e violenza gratutia, ma, purtroppo, non sono elementi che bastano a renderlo quel cult che una mandria di P.R senza coglioni avrebbero voluto che io dicessi che sia.
    P.R. andate a cagare, Drink! non è Console Mania, e non me ne frega una sega di tutto il merchandising che mi avete promesso, che sia chiaro una volte e per tutte.

    TRAMA
    In un imprecisato futuro, un tizio che chissà come è riuscito a creare un modo per controllare la volontà della gente tramite l'impianto di cellule che si ficcano nel cervello e stanno lì a far da ricetrasmittente o qualcosa del genere, crea una sorta di videogame che praticamente è come Second Life o Playstation Home, che tra l'altro NON sono concettualmente dei videogiochi ma vabbè, tanto son tutti ignoranti e chi vuoi che stia a mettersi a cercare il pelo nell'uovo, in cui però non ci sono alter ego fatti di pixel, umori in ASCII e cazzi binari, ma sono gli esseri umani in carne ed ossa che sotto compenso si prestano ad essere gli avatar di altri esseri umani assurdamente brutti ed ovviamente ciccionissimi.
    Il tizio che ha tirato su sittale immane prodigio della tecnologia però non si accontenta di quanto già fatto, che chi si accontenta gode così così, dice Ligabue, e vorremo mica contraddire il Liga? fossimo pazzi, e quindi s'inventa un altro giochillo mica da ridere, denominato Slayer, in cui dei condannati a morte lottano per conquistarsi la libertà, comandati a distanza da giovani miliardari disadattati tramite una sorta di tecnologia che ricorda un po' il Project Natal di Microsofot, che o sapete cos'è o vaffanculo, andatevi a leggervi Chinasky e le sue pompe sulla juve e continuate a vivere all'oscuro delle potenziali rivoluzioni del modo in cui ci rapporteremo agli strumenti di intrattenimento elettronico, sfigati.

    GIUDIZIO
    Una pellicola ansiolitica, violenta in modo asettico, paranoica e surreale, con una regia che bagna il letto soltanto paragonandosi a Final Fantasy XIII o God Of War  3, per non parlare dello stilisticamente perfetto Heavy Rain, giusto per citare alcuni veri Videogiochi, in cui l'essere umano è visto come succube di una tecnologia creata per assoggettarlo ai voleri di un unico pazzoide e in cui i videogiochi vengono esasperati, resi una caricatura, privati del loro ruolo fondamentale di strumenti per il divertimento ed umiliati nella concezione di mezzi di espressione artistica del pensiero.
    Un film dimmerda, originale come gli stronzi che ogni giorno deposito nel cesso e che se vi piace o siete dei tamarri o siete delle persone che non capiscono una minchia di cinema nè di video games.

    FINALE
    Alla fine Gerald Butler, finito nel braccio della morte per aver ucciso un tizio che era suo amico mentre il pazzoide di cui sopra stava sperimentando la tecnologia per il controllo mentale remoto, scappa dall'assurda "partita" di Slayer che gli avrebbe concesso la libertà vomitanto e pisciando dentro il serbatoio di una macchina parcheggiata in una della mappe in cui si svolgono le incomprensibili battaglie del "videogico" in questione, ovviamente salva la famiglia, unico motivo che non lo fa impazzire, e malgrado la moglie sia stata sodomizzata da una quantità inenarrabile di individui non le pianta una pallottola in testa con lo sdegno che ogni uomo manifesterebbe in un'occasione del genere, cosa che io avrei fatto e che avrebbe dato un finale meno scontato al film, ma se la porta in giro felice e contento.

    Well everybody's heard about the
    Drink! Drink! Drink! Drink! Drink!is the word!

    Recensione: Legion [film]



    -Legion, sala 2, accomodatevi pure-
    -Oh, troppo fiero, com’è ‘sto film frè?-
    -È un film dimmerda, frè.-

    TRAMA
    Il Padreterno, che il Signore lo abbia in gloria, per porre fine ai vizi che hanno rovinato il genere umano decide di sterminarci tutti.
    Sebbene Egli in linea di massima disponga di tutti i mezzi e le conoscenze necessarie per compiere da solo il proprio volere, decide invece di mandare gli angeli a fare il lavoro sporco.
    Ma uno di loro, Michael, si ribella e si schiera dalla parte degli uomini.
    Perché non è vero che siamo malvagi, c’è anche del buono in noi, ma a Dio, nulla di nuovo, stiamo proprio sul cazzo, manco fossimo tutti come Borghezio.
    Nodo centrale della vicenda: una bionda gravida che porta in grembo il nuovo messia, donnaccia dai costumi promiscui da proteggere finchè il feto non verrà al mondo.
    Ma chi è il padre del nascituro? L’arcangelo Gabriele, forse. O forse uno conosciuto una sera che ti ha stuprato nel cesso di una discoteca. Boh. Basta che non sia mio, quel piccolo bastardo, poi va bene tutto.

    Alla fine vincono i buoni, il bambino nasce e va tutto bene. Nota dolente, anche se fino all'ultimo ci speri, non si vede mai il culo della gnocchetta di turno. Alludo a quella che c'era anche in O.C., o qualche serial simile.
    La morale? Chissà. Può darsi Dio non stesse mettendo alla prova gli uomini, ma gli Angeli.
    Il negro col moncherino, secondo personaggio a morire,  ricorda assai Forrest Whitaker in Smoke.
    Forse.

    GIUDIZIO CRITICO
    Film dimmerda. Ma tra i film dimmerda usciti fin’ora ques’anno, è un capolavoro. Mai vista così tante gente ridere di gusto durante un film, nemmeno durante la proiezione di “Antichrist” o “il quarto tipo”. Guardatelo prima di andarlo a vedere al cinema. Questa è l’opinione dell’editor di testi che uso per scrivere e non riflette la linea politica della testata né del Partito Pro Legalizzazione della Prostituzione, ma è questione di tempo.

    HANNO COMMENTATO

    “NO.”
    (l’uomo del monte)

    “Da dimenticare”
    (quello che scrive le recensioni dei films sul secolo XIX, il più autorevole e rispettato quotidiano usato per imballare roba, pulirsi il culo e costruire molotov da usare come prove contro studenti massacrati dalla polizia durante la notte.
    Uh, anche per coprire i pavimenti quando si dipingono i muri, vero.)


    “Questo è un capolavoro.”
    (un tizio che stava guardando un altro film)

    “No! QUESTO è un capolavoro!”
    (un tizio che stava guardando una cacca di cane per la strada)


    Chissà se in Cielo passano
    Drink! il primo blog videoludico Reduced Instruction Set Computer

    Non Recensione: Alice in Wonderland [film]

    tu hai idea del perchè un corvo assomiglia ad una scrivania?
    No Lewis, ma credo che tutto quell'acido lisergico ti abbia sputtanato il cervello.



    Lewis Carroll, pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson (1832 – 1898), scrittore britannico, inventore, fotografo forse pedofilo e mente brillante, se avesse potuto vedere la trasposizione cinematografica del suo Alice in Wonderland diretta da Tim Burton, beh, sarebbe impazzito di gioia.
    Forse sarebbe impazzito e basta, soprattutto a seguito di una visione in 3d, superflua come le monetine da un centesimo.
    O forse, chissà, pazzo lo era già... ma voglio rivelarvi un segreto: tutti i migliori sono un po' pazzi.

     

    E pazzi dovrete esserlo anche voi, per godervi questo film. Pazzi e sotto l'effetto di stupefacenti, oltre che immancabilmete affascinati dai mondi immaginari intesi come mezzo di evasione.
    Anche aver giocato ad American McGee's Alice può aiutare.

    Di seguito la top five dell affermazioni più comuni -e che considero maggiormente stupide- lette in giro sui siti web che affermano di parlare seriamente di cinema o di qualsiasi altro argomento. Io, almeno, questa pretesa non l'ho mai avuta.

    -gli effetti speciali non sono come quelli di Avatar. (oooooh)
    -Mia Wasikowska recita da cani. (bau!)

    -la "deliranza" del Cappellaio Matto è probabilmente la punta più bassa di tutto il cinema di Tim Burton e di quello di Johnny Depp messi insieme. (falso, è una cosa fichissima) 
    -La pellicola è poco Tim Burtiana e troppo Disneyana (ma che cacchio vuol dire?) 
    -Rispetto al classico Disney non c'è nemmeno una canzone ( grazie al cielo)


    just
    Drink!  il primo blog videoludico che se ogni tanto andassi a dormire prima delle 5 sarebbe anche bello

    Recensione: Codice Genesi [film]

    Un uomo di nome Eli assurdamente motivato a viaggiare verso Ovest si muove in un mondo post apocalittico già visto e raccontato con più credibilità in Ken il Guerriero, Mad Max e migliaia di altre storie. Se continui a leggere ti racconto il finale, sappilo.


    Il protagonista, Denzel Whashingotn, è una sorta di monaco guerriero che sente le voci nella testa e uccide la gente decapitandola come se niente fosse. Un uomo di chiesa come tanti, insomma, ma senza il vizio delle puttane e con una missione importantissima: portare con se una Bibbia scritta in Braille, quindi incomprensibile a quei pochi individui alfabetizzati presenti sulla terra, verso un luogo stabilito dalle appena citate voci nella testa, luogo che si scoprirà essere una copisteria dove uomini armati ma decisamente eruditi cercano di far rinascere la cultura stampando tutto quello che gli capita a tiro.

    In questo film, altra trovata originale e geniale, i libri sono stati tutti bruciati e non esistono più. O, per meglio dire, esistono solo poche copie di roba senza valore. La bibliografia di Dan Brown, ad esempio, è ancora lì. Così questa maledetta Bibbia in Braille diventa il simbolo di qualcosa che non ho ancora ben capito, ma è comunque un simbolo, e il cattivo di turno la vuole per se al fine di assoggettare gli ignoranti con la forza retorica delle sacre scritture. "E' già successo", afferma il cattivone. Purtroppo non è chiaro a cosa alluda, se alla causa che ha rovinato il pianeta o al pretesto con cui i sovrani hanno schiavizzato interi popoli come la Storia c'insegna.

    Eli allora, piuttosto che dare ad un vecchissimo, senz'anima e mai sazio di potere Gary Oldman  un libro che comunque non sarebbe stato in grado di leggere, libro che per altro il personaggio interpretato da Denzel Washington conosce a memoria, si fa piantare una pallottola in pancia, ma con stoico vigore continua il suo viaggio verso la copisteria.

    Arrivato a destinazione si mette a dettare la Bibbia ad uno scriba e quindi muore.
    Molto bella la fotografia, irrilevante la presenza di Tom Waits nella pellicola. Irrilevante tutta la pellicola, a parte Mila Kunis, già attricetta da strapazzo nel serial That '70s Show, voce di Meg dei Griffin e parte del cast di Max Payne (una carrierona), docile donnina che mi scoperei di brutto.

    Nell'immagine seguente possiamo osservare Mila Kunis allibita dalle dimensioni del mio pene e dalle capacità critico/cinematografiche del sottoscritto.


    tell your friends
    Drink! "Non ci consoliamo dai dolori, semplicemente ce ne distraiamo."

    Foto-recensione: Wolfman [film]



    Una fotorececosa? Foto-recensione, dislessico. Ovvero una recensione priva di testo, di testa e di testicoli in cui il giudizio dell'opera presa in esame è unicamente rappresentato dall'interpretazione di una immagine.
    Niente voti, giudizi, stelline, frazioni, faccine sorridenti e bagginate simili, solo la forza delle immagini.
    E' la cosa più assurdamente originale che si sia mai vista in giro, non fare quella faccia lì, su.

    believe in 
    Drink! il primo blog videoludico che sebbene oggi le playstation 3 di mezzo mondo fossero in sciopero è riuscito a giocare comunque ad Heavy Rain. Su Youtube.
    A proposito di Heavy Rain, l'assassino è il nonno materno, ed ecco a seguire la soluzione completa del gioco in questione.


    Recensione: Paranormal Activity [film]

    C’è questa coppietta che, con la scusa di videoregistrare le manifestazioni di una presunta entità sovrannaturale che si aggira rumorosamente per la loro casa, decide di dare sfogo alle proprie fantasie da pornoattori amatoriali. Tanto di cappello.


    Purtroppo gli sposini non ci danno dentro mai sul serio, anzi, non ci danno dentro affatto, così la noia prende inevitabilmente il sopravvento dopo una manciata di minuti. Certamente i due litigheranno e lei lo ucciderà, forse perché posseduta dallo spettro o forse perché è una donna inequivocabilmente squilibrata.

    Una sola questione anima tutta la pellicola dello sconosciuto regista Oren Peli: Ma Spielberg si è davvero spaventato per ‘sta cagata? Strano. Uno sta lì a immaginarsi Spielberg come uno con due palle enormi, e invece scopri che è una mammoletta. O che tu hai più fegato di lui. O che sto Paranormal Activity è solo l’ennesimo clone di The Blair Witch Projet, che comunque a me ha fatto abbastanza schifo pure quello.

    Grandiosa l’interpretazione del fantasma, a sorpresa il finale. Nel senso che non l’ho visto il finale, mi sono infilato nella sala dove proiettavano Alvin Superstar 2, che è un fottuto capolavoro. Adoro i Chipmunks.

    It’s faster! It’s
    Drink! il primo blog videoludico antropofago contro ogni tipo di concetto di proprietà. Soprattutto quella invariantiva.

    Recensione: Il quarto tipo [film]


     Una tizia di quelle apparentemente posate ma che in realtà non lo è affatto perde il marito in circostanze da chiarire (si scoprirà alla fine che il consorte si è suicidato. Probabilmente perché la moglie era una pazza furiosa, boh). Lei, che di mestiere fa la psicologa, impazzisce definitivamente e piuttosto che accettare i fatti oppure ubriacarsi per due giorni di fila si fa dei trip mentali sugli alieni. Alieni cattivi cattivi che parlano in sumero e rapiscono la gente. Un plot molto originale.
    Il film intervalla reali documentazioni a spezzoni ricostruiti in studio giusto perché dalle documentazioni spesso non si capisce una straminchiadiniente e soprattutto perché, a differenza di Milla Jovovich, la vera dottoressa Abigail Tyler è brutta come la fame.
    Emblematico il racconto della donna in questione ad un talk show, vero perno della pellicola. Bastano pochi secondi per rendersi conto che si, è proprio vero, gli psicofarmaci sputtanano il cervello.

    Un film di quelli che la gente in sala si mette a ridere, insomma, un film di merda. Non che ci fossero dubbi, ma che diavolo, uno ci spera sempre.

    Relight my
    Drink! il primo blog videoludico disponibile anche in sumero per i lettori alieni.

    Avatar [film]: foto-recensione.




    Avatar è un blockbustes holliwodiano, con tutti gli ingredienti miscelati al punto giusto. Alla fine il marine decide di diventare un indigeno, la tipa che ha fatto Alienes muore e la tizia di Lost pure.
    Una quantità di denari incomprensibilmente spesi per creare un'opera si spettacolare ed assurdamente coerente, ma meno epocale di Ritorno al Futuro, Star Wars e anche dei Blues Brothers, cristo.
    Nulla di quanto vedrete è mai stato così credibile e spettacolare prima, ma, allo stesso tempo, nulla sarà una sorpresa. Brutto affare.
    Consolante il fatto che nel futuro esisteranno ancora i libri e le sigarette.
    Mal che vada, nessuno morirà di noia.

    spoiler?
    Drink! il primo blog videoludico rimasto deluso da Avatar.