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Cos'è l'antimateria? [guest post by Yaxara]

Antimateria. Più abusata del cadavere di un'adolescente lasciato a raffreddare a un rave party. O in altri contesti meno fantasiosi ma più consoni alla cronaca nera italiana. 


Comunque si diceva dell'antimateria, fonte di armi di distruzione di massa, apocalissi cosmiche per mano di scienziati socialmente disadattati (a cui appartiene anche la sottoscritta), misteri esoterici e quant'altro in qualsiasi romanzo/film di fantascienza o presunta tale, da Star Trek a Dan Brown, passando per una lunga trafila di prodotti più scadenti. Dal punto di vista videoludico (per non esulare al 100% dal tema di Drink!, il primo blog videoludico che ospita post che coi videogiochi non c'entrano nulla) non saprei cosa citare. Anche Google è poco illuminante in materia. Ma sarà stata (ab)usata anche in quel campo, non ci sono dubbi.

Dal punto di vista dell'addetto ai lavori (lo scienziato socialmente disadattato di cui sopra), lo studente del primo anno in fisica sbava sui testi di meccanica e termodinamica alla sola idea dell'antimateria. Cinque anni dopo, il dottorando in fisica delle particelle abbruttito dagli studi e dalle serate passate in compagnia della meccanica quantistica (mentre l'amico giurista si trastullava in modi più consoni al genere umano), davanti all'antiparticella dice "Toh, eccone un'altra". Questo per dire che spesso ciò che scrivono i giornali è una boiata, che l'antimateria è molto più vicina di quanto non si creda e che se gli scienziati si eccitassero di fronte alla singola antiparticella prodotta, il CERN avrebbe battuto il record per l'orgia più numerosa.

    (Il record per l'orgia più numerosa. No, non è al CERN)

Ora cerco di recuperare un'oncia della mia serietà e vedo di spiegare cosa sia, più o meno esattamente, l'abusata in questione. Cos'è l'antimateria? Niente di che, la materia al contrario, a segni invertiti. Dove c'è una carica positiva nella materia, l'antimateria la ha negativa. Da elettrone a positrone, per dirne una. Le particelle neutre restano neutre perché sono poco fantasiose. In realtà ci sarebbe una questione di numeri quantici invertiti, ma cosa ve ne frega, tutto sommato? Sappiate che dove c'è un più troverete un meno, e viceversa, tanto basta. Tutto il resto è uguale. Come se io da (presunta) donna diventassi uomo restando di 1.58 m e 48 kg. Mostruoso, lo so.

L'antimateria  fu dapprima l'invenzione della mente perversa del fisico Paul Dirac, che anziché andare in giro a sbronzarsi decise di non avere niente di meglio da fare che trastullarsi sessualmente (i fisici hanno uno strano concetto di masturbazione) con una roba dall'apparenza matematica amichevolmente chiamata equazione di Schroedinger, sex-toy mentale dei fisici teorici.

    (Per battere costei me la tatuerò su una chiappa)

A questo punto, l'antimateria poteva sperare al massimo di essere ospite a Voyager, con Dirac considerato un esule della comunità scientifica. Roberto Giacobbo ci avrebbe sguazzato ancor più che adesso. 
Ma l'antimateria ebbe il buon gusto di presentarsi a un fisico sperimentale di nome Andersen, piovuta da cielo. Sì, l'antimateria cade dal cielo, siamo tutti condannati. Ne arriverà un sacco alla fine del 2012, pare. 
 No, scherzo. Però che l'antimateria arrivi da cielo è vero, sotto forma dei cosiddetti raggi cosmici, ovvero una pioggia di particelle spediteci da fenomeni celesti dai nomi ricorrenti in Star Trek. 

Piccolo excursus sul comportamento dell'antimateria. 
In presenza di materia, l'antimateria si annichilisce. Prendete un elettrone, fatelo interagire col suo partner positrone e vi ritroverete senza più né elettrone né positrone, ma con un sacco di energia disponibile. Grazie alla relazione di Einstein che campeggia sulle magliette dei falsi nerd, detta anche equivalenza-massa energia. Il processo è anche inverso: da un sacco di energia si possono creare elettrone (roba ordinaria) e positrone (fichissima antimateria, Dan Brown ci si arrapa). Solo che mentre è verosimile che l'elettrone possiate tenervelo in eterno, un po' come il latte a lunga conservazione, il positrone andrà a cercarsi da qualche parte un elettrone con cui annichilirsi. Come le tendenze suicide dei lemuri, insomma. Però se ne produce parecchia, tant'è che cade dal cielo copiosa. In questo preciso istante un'antiparticella sta interagendo con te. Scappa finché sei in tempo.
L'antimateria è asociale e se interagisce esplode, ma le antiparticelle, fra di loro, si comportano esattamente come le particelle. Prendete un antiprotone e un positrone, mettete l'antiprotone al centro e il positrone a girargli attorno e otterrete un atomo di anti-idrogeno, il primo elemento della tavola periodica.

(Sì, l'antimateria è gay. Succede a quelli che sono invertiti)

Solo che le cose non sono così facili, data la tendenza dell'antimateria ad annichilirsi e a mandare a puttane qualche milione di investimenti in ricerca. Dei nervi dei ricercatori non ne parliamo. 
Qualche tempo fa, nelle innevate lande di Ginevra hanno prodotto una quarantina di atomi di anti-idrogeno, confinandoli in potentissimi campi magnetici perché se quei bastardi degli anti-atomi escono sono cazzi amari. Mica vogliamo anti-atomi in giro, che magari creano buchi neri e ci inghiottono tutti. 
Anche questa volta non è vero, sto abusando di roba scientifica solo per creare allarmismi. Ho il complesso di Voyager, ma mi sto curando. Perché creare anti-atomi e poi intrappolarli, manco fossimo allo zoo?  Ma per fare il motore a curvatura, ovvio! No?

 (Non mi crede nemmeno Picard, ormai)

No. Non ancora, ci stiamo lavorando. Per ora si vuole solo studiarne il comportamento, per capire perché l'universo è fatto di materia e non di antimateria. Già, perché ci sarebbe tutta la questione della asimmetria materia-antimateria (se vengono create assieme e nello stesso modo, perché una è sopravvissuta e l'altra no? Cos'è 'sta storia? Ripeto, non lo so, se no avrei una cattedra al MIT e non sarei qui a scrivere).

Ma forse vi racconterò questa storia un'altra volta: devo andare a vedere se il gatto di Schroedinger è vivo e, nel caso, dargli da mangiare.

[Scritto da Yaxara.]

Scienza, Humour and
Drink! il primo anti-blog italiano di satira anti-videoludica

Guest Post by Kurdt

Avvertenza, la musica consigliata è solo consigliata.


Il regazzino protagonista della nostra storia aveva (in principio) 7 anni, più o meno.

Si chiamava Paolo Palmiro Panegirico, e frequentava la scuola comunale "Eugenio stronzetti" in una piccola cittadina del cazzo.

Gli avevano regalato da poco una console, un C64.
La sua vita non era stata più la stessa.

I pomeriggi passavano velocissimi distruggendo mondi alieni, proteggendo principesse, e facendo atterrare su mondi alieni astronavi cariche di principesse, da usare come esca per prevedibili eroi.

Sembrava che niente potesse frenare questo amore tra un pezzo di pulsante silicio, ed un umano grassottello.

Ma si sa, la primavera della passione dura  poco, e dopo i anni di amplessi prolungati a suon di Montezuma's revenge e Arkanoid, Ppp* inizio a guardare con disprezzo le immagini pixellose e poco definite su cui fino a pochi mesi prima aveva sbavato come un lupo mannaro.

Complice in questa repentina svolta sentimentale fù la visione mistica, in una misteriosa vetrina del centro, di un oggetto a forma di scatola da scarpe, grigio, e con una pistola collegata.

Un cartello annunciava pomposo:

"Nintendo Nes 8 bit: I tuoi sogni non sono mai stati più definiti"

Ppp comparò mentalmente le immagini dei giochi davanti a lui con quelle dello scarno Arkanoid.

Ci mise tre mesi a raggranellare i soldi sufficienti, ottenendoli principalmente con furtii dalla borsa materna, incautamente lasciata sul comodino, ed estorsioni ai danni di un compagno di classe, tale Fabio Forrai Frikadellen, di origini Tedesco-Sarde, che si era fatto pizzicare facendo commenti poco lusinghieri sulla professoressa di matematica.

Il nes entro in casa, il Commodore ne uscì, relegato in cantina, tra un vecchio quadro della nonna e un mobile con tre zampe, che nessuno aveva più riparato.

La camera diventava sempre più un merdaio, mentre le partite a Mario Bros diventavano sempre più lunghe e debilitanti, quando, un anno più tardi,  sempre di fronte alla solita cazzo di vetrina, ecco spuntare il nostro Ppp, ancora perso a rimirare la nuova regina delle console.

Nera, elegante,16 bit di potenza pura; era la sega mega drive, e anche lei venne aquistata e portata in casa, questa volta al prezzo della promessa ai genitori di entrare in seminario.

Mentre la portava a casa, ancora imballata, la vezzeggiava e le parlava:

"Tu sarai l'ultima, ne sono sicuro, niente può essere più evoluto di te!" le sussurrava.

 Non aveva capito di essere entrato in un loop mortale, che negli anni successivi lo avrebbe costretto ad aquistare  qualunque macchina sparapoligoni prodotta da stabilimenti giappoamericani.

Si trascinava stancamente, senza stimoli, tra una guerra a Call of Duty e un furto d'auto a liberty city.

L'ultimo tentativo del nostro eroe di ritrovare senzazioni oramai perdute, è riconducibile ad una sessione di Wii sports sotto pesante effetto di amfetamine, cui unico risultato fu l'igestione del telecomando wii fit per via anale.

"Non male, ma non quello che cercavo" si disse il nostro eroe, ormai sconsolato.

Fù così che si ricordò di quella vecchia console bianca, giù in cantina, sepolta da ettolitri di polvere. Gli sovvennero all'improvviso tutte le avventure a cui aveva preso parte, e gli occhi si riempirono di lacrime.

Tutto aveva avuto inizio li, è tutto li sarebbe dovuto finire, come aveva fatto a non capirlo?

In un secondo la console era nuovamente connessa al televisore
La accese trepidante e sudato.
Finalmente ecco partire una schermata che consceva bene, era Arkanoid.

Spalancò gli occhi dallo stupore, mentre le prime immagini baluginavano sullo schermo .

Passarono pochi iterminabili momenti, prima che prendesse il c64, la sollevasse in aria, e lo polverizzasse contro la parete.

"Fai schifo al cazzo" urlò.

 E usci mestamente di casa sbattendo la porta.

[scritto da Kurdt]

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Guest Post: GTA Pizza City (by GennaroBat)

 In esclusiva per Drink, il blog di satira videoulica che si legge uguale sia a Antigua sia a Gragnano, pubblichiamo uno scoop storico! Ci è giunta una velina da cui trapelano tutte le novità del prossimo Grand Theft Auto. Sembra che il prossimo capitolo della saga criminale sia ambientato in una fantomatica Pizza City, dove il cartello criminale esistente ha inaugurato un nuovo e lucroso business sull’immondizia. Il protagonista della storia sarà un giovane disadattato, Nando, che, dopo la morte del padre, freddato da un misterioso sicario, si ritroverà a intraprendere la strada della malavita, fino all’inquietante epilogo.

Le missioni principali si snoderanno attraverso lo svolgersi di una trama intensa e ricca di spunti, che saprà conquistare il giocatore e stimolarne la riflessione intellettuale. Ispirata da un cult nel panorama dei B-Movie, I figli non si toccano, alle cui riprese partecipò anche il noto artista Pino Mauro, la storia del gioco vede il giovane orfano Fernando alle prese con la dura e difficile realtà della città. Nell’arduo tentativo di sopravvivere in una società in cui ognuno tenta di sopraffare l’altro, compresa la spietata logica Darwiniana che regola il mondo in cui vive, Nando tenta di emergere nell’unico modo che a un giovane come lui, privo di risorse, è dato fare: entrare nella malavita. I piccoli atti cui all’inizio viene obbligato non sembrano cosa grave, tanto che il nostro eroe riuscirà a intrecciare anche un’appassionante relazione amorosa con una ragazza dei quartieri alti. Una vita fatta di menzogne, di precarietà ma anche di poesia, un moderno dramma amoroso che si consuma nell’ineluttabile scontro tra due ceti sociali troppo lontani per restare vicini così a lungo, troppo diversi per non distruggersi. Nando è travolto dalla furia del destino, dalla vacuità dei sogni, che lo porteranno a compiere una disperata latitanza, pur di salvarsi dal tradimento di un suo compagno. Una nuova vita, nascosta nell’ombra, porta questo moderno Florentino Ariza alla scalata sociale che prima di conoscere l’amore tanto agognava. Tuttavia, il potere che acquisisce, è vano, il suo amore l’ha ormai dimenticato: è legato a un altro uomo, non vuole più rivederlo. Uno spietato cinismo pervade Fernando, che così avvia una nuova e sanguinosa lotta per il controllo della città e delle sue discariche, il denaro è l’unica cosa che ormai gli interessa, è ormai un tenebroso sanguinario. A sconvolgere la sua aberrante discesa agli inferi è ancora una volta quella sua vecchia fiamma, questa volta pronta a parlargli, a implorargli aiuto: suo figlio è stato rapito.

Ritrovare il bambino scomparso, figlio del suo amore con un altro uomo, sarà l’ultima fatica dell’eroe, la sua espiazione e il suo sacrificio finale, in un turbinio di epica drammaticità, romanticismo e fatalismo.

Il vero protagonista del gioco sarà la città stessa, le rinnovate modalità d’interazione e la varietà degli ambienti saranno le novità principali del gioco. Nando si ritroverà immerso, nei primi capitoli dell’avventura, nei quartieri poveri della città, ricostruiti con impareggiabile cura. I vicoli stretti sono stati ricreati con grande attenzione, la cura dei dettagli si intravede anche nella realizzazione delle ombre, dai fantastici effetti di transizione tra buio e luce. Muovendosi nel labirinto del quartiere povero, il nuovo antieroe entrerà in contatto con le realtà della città, l’interazione con i personaggi casuali sarà ben più sviluppata rispetto a quanto visto finora. Nando potrà tentare la fortuna scippando i turisti stranieri, riconoscibili sia attraverso l’osservazione dei modelli poligonali, sia attraverso i dialoghi che si mischiano nell’aria assieme all’incessante rombare dei motorini, presenti in massa nel nuovo gioco. Sarà inoltre possibile tentare di approcciare sessualmente le sconosciute passanti attraverso miriadi di discorsi prestabiliti, o ottenere sporchi lavoretti dalle losche figure sparse nelle piazze più malfamate. In ogni caso, ritrovarsi nei guai sarà molto semplice, l’osservazione dei rapporti sociali dei PNG sarà dunque fondamentale.

un esempio di osservazione dei rapporti sociali dei PNG

Il ciclo giorno-notte verrà migliorato, durante le ore notturne saranno infatti possibili nuove forme di vita sociale: Pizza City sarà centro di una movida esasperata, estremamente costosa e varia, per poterne godere saremo pertanto costretti al lavoro, a scoprire tutte le miriadi di attività secondarie di cui questo nuovo capitolo è farcito.

Potremo decidere di compiere furti, rapine e di segnalare, attraverso alcune sottomissioni, la presenza di forze ostili ai clan, oppure dedicarci ad attività meno remunerative e più oneste; oltre al classico taxi driver si potrà diventare pizzaioli, parcheggiatori e addirittura operatori di call center. Il nostro personaggio sarà conseguentemente dotato di una barra morale che, a seconda delle scelte intraprese, si modificherà fino a farci identificare come buoni o cattivi, situazioni che annovereranno pro e contro. Essere buoni significherà essere maggiormente esposti ai rischi della città, tuttavia la tendenza della polizia a perseguire i nostri reati risulterà meno forte e si potrà contare sul fattore Miracolo. Recandoci nella cattedrale, infatti, il nostro eroe, se buono, verrà salvato da ogni sorta di nemico. I giocatori cattivi potranno invece contare sulla loro fama per incutere terrore nei PNG e ottenerne così dei benefici, ma saranno altresì maggiormente esposti alla violenza dei nemici, siano essi forze dell’ordine o membri dei clan rivali.

La colonna sonora sarà come sempre ampissima e di alta qualità, ai suoni più moderni, alienanti e angosciosi del IV episodio farà seguito una tracklist molto più calda, ispirata dai colori della world music, del blues e della musica popolare. Saranno presenti artisti del calibro di Nino d’Angelo, Mario Merola, Pino Mauro, Gigi d’Alessio e giovani promesse quali Raffaello, Alessio e la piccola Anna, con la sua hit “Giggin ‘o bell”. Una varietà di generi e stili che tenterà di esprimere tutta la filosofia che anima questo attesissimo episodio. GTA Pizza City sarà disponibile dal 29 Febbraio del 2011.

(scritto da GennaroBat)
(prima immagine vista su M@ntin.it)

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Drink! il primo blog italiano di satira videoludica che se fissi l'immagine dello sfondo abbastanza a lungo dopo aver ingerito abbastanza farmaci psicotropici... è fichissimo.

Special Guest Post: Essere Disgustosi*


LA POSTA SEGRETA DEL DOTTOR VERONESI*


Carissimo dottor Veronesi, cos’è la verità? (Augusto, 52 anni, giornalista)

Cos’è la verità. Una domanda che, a prima vista, potrebbe sembrare intelligente. Se questa fosse La posta segreta di Concita De Gregorio. 
 Col termine verità si indicano una varietà di significati in grado di esprimere un senso di accordo con la realtà dei fatti e, generalmente, sono collegati con il concetto di onestà, buona fede e, limitatamente a maxiprocessi di mafia e direzione del Tg1, reticenza.
Una definizione decisamente più stravagante ci viene data invece dall’algebra booleana: se operiamo nella tabella dell’OR dire una verità e una bugia corrisponde alla verità. Se non vi fosse bastato quest’enunciato per farvi capire quanto i nerd di tutti i tempi, oltre a non scopare da anni, vivano al di fuori del mondo reale eccovi la tabella delle verità dell’operatore logico OR:

F or F = F
F or V = V
V or F = V
V or V = V

dove V e F stanno per vero e falso. E l’uguale sta per l’uguale. A meno che quest’ultima affermazione non sia falsa.


  
Nell’immagine in alto vi è George W. Boole: i suoi studi rappresentano, oltre che una rigida quanto ostentata ed efficace astinenza sessuale, le basi fondamentali della logica matematica. Le sue tabelle delle verità aprirono le strade al mondo dell’elettronica, ai moderni calcolatori e ai primi vibratori a forma di coniglio scissionista greco-ortodosso ma aperto alla cultura new age. La logica matematica -sempre nell’immagine a sinistra- è una scienza che, nel corso della storia, mieterà migliaia di vittime oltre che di divorzi causa disfunzioni erettili, incuria igienica ed iscrizioni alla mailing list di Beppe Grillo. Per non parlare di tutti gli uomini che sono impazziti nel tentativo di risolvere algoritmi: mio cugino, durante la progettazione di un'applicazione Java, dimenticò di chiudere un ciclo IF e morì. E’ ancora lì, alienato dalla realtà, che incrementa speranzoso il suo contatore.

Ma cos’è e cosa fa esattamente l’algebra booleana? Oltre a darti buone ragioni per violentare i corpi senza vita di anziane donne rimaste intrappolate tra le macerie di un condominio crollato a Concepcion, intendo. L’algebra booleana è una rara malformazione dell’organo sessuale maschile diffusasi in Gran Bretagna agli inizi dell’Ottocento: tale deformità peniena, sebbene nell'elettronica pura si possa parlare esclusivamente di disfunzione erettile, fa riversare sulla logica matematica il vigore fisico e mentale che non si disperde in inutili affaticamenti procreativi favorendo quindi l’attività sessuale dell'adolescente primogenito del vicino di casa di Emix.
Ed è proprio grazie a questo meccanismo che la natura, indirettamente, fa evolvere i moderni elaboratori e consente ai nerd di tutto il mondo di provare la gioia dell'essere genitori.
Perché no, altresì non si può non evitare di asserire che la verità non è che la smentita di una falsa non-negazione ritrattata del vero -tabella del NOT, meglio conosciuta come operatore booleano di Francesco Caruso- e dunque, quando la vostra ragazza vi chiede se ha il sedere grande, potrete tranquillamente dire la verità avvicinandovi alla finestra e rispondendole che una giornata così bella non si vedeva da un pezzo. A meno che non vi troviate ancora a Concepcion.



Nell'immagine a tribordo del catalogo di biancheria intima maschile che nascondete nel cassetto della scrivania, l'uomo per cui il professor Boole perse la testa: durante lo studio dell’operatore logico AND prese una cotta per Augustus De Morgan -nella foto a sinistra mentre si masturba con un tampone uretrale infilato nel pene e, a destra, mentre non lo fa- brillante matematico britannico di qualche anno più anziano di lui: una delle corrispondenze ritrovate si conclude con “sono la tua porta AND a due ingressi con uscita commutata: implementami dentro”.
Nell’ottobre del 1864 George Boole prese un raffreddore e, nel dicembre dello stesso anno, morì di febbre. Se da bambino avesse fatto un po’ di sport in più probabilmente non sarebbe andata così.


Caro dottor Veronesi, perché la Apple ha il simbolo di una mela addentata? (Ruben, 27 anni, immigrato)


Nonostante Jobs e Wozniak non si siano mai pronunciati ufficialmente sul logo della storica casa produttrice di elaboratori vi sono diverse teorie a riguardo: c’è chi lo associa a Guglielmo Tell, chi all’episodio biblico di Adamo e Yoko Ono e chi al sentimento di rivalsa che i due covavano per i medici generici.
Eppure, secondo un circoscritto sottoinsieme di ciccioni stempiati astigmatici che non scopa da Windows 98®, all’origine della scelta vi sarebbe la mela di Alan Turing, padre della logica matematica morto suicida dopo averne ingerita una avvelenata. E avvelenare una logica matematica non è semplice come si possa pensare.
Alan Turing, inventore della macchina di Turing, fu condannato alla castrazione chimica nel 1952 perché giudicato gay: i suoi molteplici studi e la sua dedizione per la scienza non furono sufficienti per dimostrare la sua inattività sessuale.
Molti studiosi sarebbero per applicare tale metodologia a tutti i nerd del pianeta ma diversi scienziati ne hanno sentenziato la totale inefficacia: anche in caso di castrazione fisica la vita di Emix, ad esempio, non cambierebbe di un millimetro.
La macchina di Turing è una delle prime macchine logiche o, più verosimilmente, una stampante che lavora su un nastro leggendo un carattere alla volta: un meccanismo stupido che farebbe apparire intelligente anche una mensola, direte voi. No, se consideriamo il processo d’apprendimento neurobiologico di Asia Argento. Tornando allo sfortunato Turing, nel 1954 si suicidò avvelenandosi. Dicono che la castrazione gli avesse provocato un ingrandimento del seno. E mi viene difficile immaginare una cosa peggiore per un omosessuale.
Per concludere vi è la teoria di padre Cantini, pioniere dell'e-vangelizzazione nonché inventore del portale bambinivogliosi.net: sebbene non tutti i pervertiti siano bravi informatici se sei un bravo informatico sei un pervertito.




Nell’immagine a sinistra, Alan Turing dopo la castrazione chimica: uno dei capostipiti dell’informatica aveva le tette. Tra i rarissimi casi di tette nell’informatica. Nell’immagine al centro è ritratta la mamma di Alan Turing che, nonostante l’aspetto giovanile e l’apparenza arzilla, soffrì molto per l’ingrandimento del seno del figlio: è dura accettare che il tuo ometto abbia le tette più grandi di casa. A destra, invece, Alan Turing prima dello scompenso ormonale.



* = Norberto Veronesi, gemello buono del più famoso Umberto, è nato a Milano il 28 novembre 1925: medico ricercatore, chirurgo e luminare della prostituzione minorile. Tra le sue pubblicazioni più citate spicca “L’alopecia negli studenti di ingegneria meccanica: come combatterla”, un volume che si proponeva di confutare i teoremi fondamentali della fisica applicata. Trascorse gli ultimi anni della sua vita alla ricerca del gene che fa muovere volontariamente le orecchie. E non ci riuscì. Anche sua madre, accorsa al suo capezzale, gli diede del coglione.




(thanks to Essere Disgustosi*)


every day is a goog day for
Drink! il primo blog videoludico positivo al pap test.

Special Guest Post: Sciuscia

Vado di precisione con la M4 Maverick, o è meglio l'affidabile Kalashnikov?! L’importante è che butto la flash prima di voltare l’angolo e sparo da accucciato!


Io di "Counter Strike: Source" non ne volevo nemmeno sentir parlare, che pagare* per un gioco per me era una cosa fuori dal mondo, no-global com'ero. No-global, o, come diciamo dalle mie parti, tirchio.
Se non ché un mio amico sfegatato del giocarullo in questione mi convinse a scommettere sull'impossibile: se avessi passato un esame che era impossibile passare, avrei festeggiato investendo 19.90 €, invece che in birra, nel noto FPS online di casa Valve. Capitò l'impossibile, e così sono eccomi qua a scrivere questa recensione.

*E' cosa nota che CSS non si cracka nemmeno se viene giù Cristo. Ecco perché Cristo non gioca a CSS: è un taccagno di merda.


La cosa bellissima di CSS è che non ti serve avere una mezz'ora libera, per farci una partita decente, come se fosse PES, e nemmeno avere un mese libero, per farci una partita decente, come se fosse World Of Warcraft, no! A CSS ci puoi giocare ogniqualvolta hai un minuto di tempo, una partitina veloce e via!
Aspetti che i tuoi amici ti passino a prendere ? Ti fai quattro round su cs_italy!
Devi andare in bagno, ma è occupato da tua sorella? Una decina di round su de_dust!
Attendi che la tua ragazza ti comunichi che il ciclo che tarda da cinque giorni è finalmente tornato? Forse dovresti trovare un gioco online che tolga più spazio alla tua vita sociale, visto che fai danni.

Su CSS ci sono poi le classiche tipologie di player che puoi trovare in ogni gioco online, però molto ma molto più fastidiose! Su CSS abbiamo:

 - Il noob: non sa un cazzo di nulla, non sa fare nulla, e se gli scrivi in chat "alt+f4 for unlimited cash" ci casca pure; ti ucciderà con un headshot da pallottola vagante casuale, facendoti scoprire varietà di bestemmie che ignoravi di conoscere.

- Il giocatore standard: senza infamia e senza lode, si accontenta di avere un rapporto KILLS/DEATHS sopra ad 1; serve ad occupare spazio nella squadra dove vorresti giocare tu.

- Il pro: superbo, snob, abilissimo col coltello, contraddistinto da un rapporto KILLS/DEATHS di 20 a 1; e, come se non bastasse, impossibile da uccidere, il figlio di troia.

- Il camper: si affida ad un ragionamento molto semplice, ossia che se è vero, come è vero, che la mappa di gioco è un sistema chiuso, prima o poi tu dovrai passare davanti al suo immobile mirino; contraddistinto da una mirabile resistenza fisica agli accidenti altrui.

- Il lamer: evoluzione tecnologica del camper, il lamer ripone le sue scarse probabilità di sopravvivenza nell'utilizzo delle odiatissime armi "kill-in-one", meglio conosciute come "lamme", che utilizzerà per ucciderti colpendoti a una mano anche se sarai a distanza di coltellata; la cosa assolutamente indisponente del lamer è che gioca unicamente per il gusto di vedere a schermo il numero dei suoi KILLS che sale, non divertendosi e non facendo divertire gli altri.

- Il lamer PRO: combinazione genetica dei due tipi di giocatore che gli danno il nome, trattasi di un pro che si diverte ad irridere gli altri giocatori segandoli a suon di AWP, per poi tirare fuori la Desert Eagle e distribuire headshot come se fosse la sagra dell'headshot di Trezzate; così, tanto per dimostrare di essere il migliore.

- Il cheater: nomen omen, il cheater si diverte a farvi il culo coll’aimbot o addirittura in god mode; contento lui.

- Il teamer: se esiste al mondo una forma di vita più voltagabbana di Capezzone, quella è il teamer; non appena la vostra squadra accennerà ad aver subito anche solo un ferito in più degli avversari, state certi che al round successivo lo troverete nell'altro team.

- Il rosicone: se ce n'è uno in partita, dormite sonni tranquilli, perché la vostra squadra sarà sempre giustificata per il 15-0 che sta subendo dagli avversari; "perché usano le lamme", "perché sono tutti camperoni", "perché quello là di certo c'ha le cheat", “perché si però dio bono però che culo che gli dice però”.


“PWNED”




It’s in a killing spree, it’s
Drink! l’unico blog videoludico che ti oneshotta, ma senza rancore.
(thanks to sciuscia)

Special Guest Post: Faina Incazzosa

Tuffo nel passato: Metal Gear Solid (by faina)


E insomma io ero abituato a giocare con Crash Bandicoot 3, quando un bel giorno un amico mi fa:

"Faina, ma giochi ancora con quella merda per bambini? te lo presto io un gioco serio."
"E cosa sarebbe?", gli chiedo io, con gli occhi che si illuminano come quelli di un ragazzina che vede Scamarcio.


"Metal Gear Solid", risponde lui, con un tono del tipo “INFEDELE ERETICO BASTARDO, INCHINATI E RINGRAZIA IL SIGNORE PER AVERCI DONATO SOLID SNAKE”.

"Metal Gear che? E cos’ha di speciale?", chiedo io, col sorriso che mi si spegne sul volto diffidente.

Il mio amico mi guarda con una tenerezza e compassione sconcertanti e scuote lentamente la testa, del tipo che mi sono sentito come un handicappato dei film, di quelli che vanno in giro con le stampelle e che si lasciano scappare di mano un quaderno nel corridoio della scuola e non riescono mai a raccoglierlo da terra, e con voce solenne mi risponde:

"E’ un gioco che è una figata e quando ti rinchiudono in prigione devi usare il ketchup per far finta che sia sangue e poi arriva la guardia a controllare se stai crepando e tu la riempi di botte e riesci a evadere e poi tieniti forte SI POSSONO FUMARE LE SIGARETTE PER VEDERE I RAGGI LASER!"


E io a quel punto sono corso a casa e ho gettato Crash Bandicoot dalla finestra urlando “Muori, fottuto bastardo!”, e sono rimasto in fervida attesa di provare questo sublime capolavoro.

Finalmente, l’amico me lo presta. La mia vita è cambiata da quel momento.

Sono diventato un agente segreto.

Perché Metal Gear Solid è un gioco che ti spinge a migliorarti partita dopo partita, del tipo che se riesci a completarlo in tre ore e un minuto ti girano i coglioni e ci riprovi per completarlo in due ore e cinquantanove minuti e ottenere la mimetica ottica e la bandana e la macchinetta digitale per fare le foto ai soldati mentre pisciano nei cessi e la qualifica di agente segreto “Wolf” o “Snake” o “Fox” o quel che è, che così poi ti vanti coi tuoi amici di grado inferiore al tuo e li sbeffeggi e loro vanno a casa a piangere e maledicono Hideo Kojima mentre tu, che ti senti superiore persino a James Bond, continui a pavoneggiarti con chiunque abbia giocato a MGS.

E poi Solid Snake diventa il tuo idolo, sia chiaro. Un uomo solo e senza equipaggiamento che si infiltra in una base nemica e riesce a distruggere un’enorme macchina da guerra nucleare, tutto da solo? E che, come se non bastasse, adora fumare e ci prova spudoratamente con le belle donne? Porca puttana, quando scopri l’esistenza di un mito come Snake maledici tutti i momenti sprecati a sputare fiamme con quel coglione di Spyro the Dragon.

E poi, altro punto di forza: i boss. Oh, i boss! Mai visto dei nemici più assurdi in un videogioco.
Un cecchino donna cresciuto dai lupi, un vecchio pazzo di settant’anni che spara meglio di Billy the Kid, un tizio ninja cibernetico con la katana tornato dal mondo dei morti, un gigantesco indiano Sioux che parla coi corvi, uno psicopatico che vola e sposta gli oggetti col pensiero e indossa una tutina di pelle!!!
E’ chiaro, solo in un gioco per PlayStation potrebbe succedere una cosa del genere, non esiste gruppo terroristico al mondo che si affiderebbe a una banda di spostati del genere. Ma ai miei occhi da giovane videogiocatore sembrava la cosa più plausibile al mondo.

E poi c’erano le MEMORABILI FRASI DI METAL GEAR.
Io e i miei amici ce le imparavamo a memoria e diventavano un po’ come una Bibbia. Non che ce ne fregasse un cazzo della Bibbia, ma era per rendere l’idea. Erano le classiche frasi da film d’azione, quelle fatte apposta per gasarti il più possibile (quelle alla Rambo, per capirci.)

Un esempio:

Il fratello/nemico di Snake, Liquid, precipita al suolo con il suo elicottero, che esplode in maniera devastante.
La scena è tragica.
Le fiamme si levano alte nel cielo.
Snake si avvicina al cornicione con passo lento.
Contempla dall’alto i rottami dell’elicottero che vanno a fuoco, intrappolando al loro interno il fratello/nemico.
E dichiara:
"Questo risolve il problema della cremazione."

QUESTO RISOLVE IL PROBLEMA DELLA CREMAZIONE!

Immaginate un ragazzino di dodici anni che assiste a una scena del genere. Un orgasmo videoludico. Rocky? Bruce Lee? Robocop? SI FOTTANO.

Rendiamo lode a Solid Snake.


(thanks to Faina Incazzosa)

let's
Drink! il primo blog di satira videoludica che si avvale delle più prestigiose firme del panorama non videoludico, oh yeeees.

Sogni Proibiti (Special Guest Star Ugazz)


Il telefono dell'ufficio suonò. Giacomo rispose dopo il primo squillo: era la centralinista.


- Signor Pierini, ha chiamato una certa Chiara per lei.

- Chiara? Me la passi, me la passi!

Qualche secondo di attesa, poi una voce squillante esplose nella cornetta.

- Auguriiiiiiii!

Un sorriso ebete affiorò sulle labbra di Giacomo.



- Ah, ti sei ricordata!

- Certo che mi ricordo! Per chi mi hai presa? Buon compleanno Topolino!

- Grazie Amorina! Quando torni? Mi manchi tantissimo...

- Ma sono via solo da ieri, sciocchino! Comunque, anche tu mi manchi! Qua ho finito, parto fra un'oretta e dovrei arrivare a Padova questo pomeriggio. Giusto in tempo per festeggiare!

- Perfetto! Pensavo di fare qualcosa con gli altri sabato, che dici? Così questa sera possiamo fare una piccola... festicciola privata!

- Sìììììì, ti giuro, volevo proporti la stessa cosa? E, visto che è una seratina speciale... possiamo fare qualcosa di speciale...

- Mmm... stuzzicante! E che cosa proponi?

- Non so... dimmi tu, dai! Esaudirò ogni tuo desiderio... sarò la tua schiavetta...

Giacomo arrossì, eccitato dalle parole della sua ragazza. Lanciò uno sguardo tutt'intorno, sperando di non aver destato la curiosità di qualche collega.

- La mia schiavetta, dici?

- Sì, tu comandi e io eseguo. Facciamo così, tu mi dici qual è la tua fantasia più segreta, e questa sera...

La temperatura nell'ufficio era aumentata di dieci gradi.

- Questa sera...

- Dai, dimmi qual è la tua fantasia!

-La mia fantasia?

- Sì, tutti hanno delle fantasie piccanti. Dai dai, Topolino, dimmi la tua?

Giacomo si guardò di nuovo attorno. Il colletto della camicia gli stringeva.

- Amorina, sono in ufficio, ci sono i colleghi...

- O me la dici ora, o non si fa niente! Daaaai...

La voce di lei era tutta risolini: le piaceva spronare Giacomo, sempre così controllato, così timido; si divertiva a vedere fino a dove arrivavano le sue inibizioni, e, una volta superate, con quale impeto poi si gettava nelle situazioni che lei gli poneva di fronte.

- Ok, ok, te lo dico. Ecco... sai che mi piacciono i videogiochi, un sacco... e fin da ragazzo... ragazzino, diciamo... ho sempre sognato... di giocare mentre... mentre una donna mi faceva...

- Ti faceva...

Giacomo si morse il labbro. Stava morendo di vergogna.

- Un pompino, ecco, l'ho detto.

Qualche attimo di silenzio. Poi Chiara scoppio a ridere, incredula:

- Non ci credo... ah ah... tu vuoi che io... ah ah ah... mentre tu smanetti con i tuoi giochini... Ah ah ah...

- Ecco, sapevo che non dovevo dirtelo.

- No, scusami... perdonami... se tu vuoi questo... eh eh... ti prometto che questa sera, mantre te ne starai sulla tua poltrona con il joystick, o che so io, in mano, ti farò una pompino che non dimenticherai mai.

- ...Ok.

- Bene! Scusa Topolino, ma ora devo scappare. A questa sera. Certo però che sei proprio matto...

- E ti piaccio così matto?

- Ti adoro così matto!

- Anch'io ti adoro. Ciao.

- Ciao.

Giacomo mise giù il telefono, in piena agitazione. Ancora non riusciva a capacitarsi di come avesse fatto a trovare una ragazza così. Lui poi, che si era sempre considerato uno sfigato, un secchione capace solo di risolvere equazioni e giocare ai videogiochi. Sembrava davvero che Chiara fosse spuntata fuori dai suoi sogni: bellissima, simpaticissima, intelligentissima e, dio, una vera porca! A letto faceva di tutto. E non solo a letto! Da tre mesi a questa parte, da quando l'aveva conosciuta, Giacomo aveva finalmente dato sfogo a tutte le sue frustrazioni sessuali, ed era anche dimagrito di cinque chili! Lei era insaziabile, il sesso proprio le piaceva. Ma Giacomo, da ragazzo sensibile qual era, non era interessato solo al sesso. Con lei stava bene, come non lo era mai stato: era riuscito perfino a riacquistare un po' di fiducia in se stesso, il lavoro andava meglio e la sua vita non gli sembrava più così penosa. Era innamorato perso. Unico difetto: a lei non piacevano i videogiochi, anzì, li considerava un po' una cretinata per bambini, una perdita di tempo. Un vero peccato, perchè, per non sembrare troppo infantile agli occhi di lei aveva limitato di molto il tempo dedicato al suo passatempo preferito.

Non si aspettava che lei accettasse di soddisfare quel desiderio che covava dentro da anni. Ne era rimasto davvero sorpreso. Ma in fondo, lei, se si trattava di sesso... Accidenti, finalemente il suo sogno adolescenziale sarebbe stato esaudito! Si ricordava ancora di quando, da ragazzo, si immaginava così intensamente che una ragazza, per lo più una delle sue compagne di classe, venisse a succhairglielo mentre giocava, che spesso, preso dall'eccitazione, doveva mettere in pausa e correre in bagno a masturbarsi. Sì, era proprio una sfigato...

Ma ora sorgeva un piccolo problema: il momento avrebbe dovuto essere perfetto, quindi quale gioco scegliere? Giacomo scartò subito il Wii: non si può godere tranquillamente dimenandosi durante una partita a Wii Tennis, assolutamente! E anche Batman Arkham Asylum, che aveva comprato da poco, non andava bene: metteva troppa ansia. Ci voleva un gioco tranquillo, per niente frustrante. Pes? No, a Pes si arrabbiava sempre. Poi, un lampo di genio! Avrebbe tirato fuori il vecchio Super Nintendo e avrebbe giocato a Super Mario World. Sì! Il suo primo gioco. Il gioco più bello di sempre. Che idea grandiosa!



La giornata durò un'eternità. La sera, finalmente, prima di salire al suo appartamento, Giacomo si fermo in garage a rovistare fra vecchi scatoloni. Alla fine lo trovò: il suo glorioso Super Nintendo! Portò la console in casa, assieme al gioco e al controller; spolvero per bene e collegò il tutto alla TV in soggiorno; prese la poltrona e la piazzò davanti allo schermo: la postazione era pronta.

Si fece una doccia veloce, indossò qualcosa di comodo e si sedette ad aspettare. Non aveva fame, non aveva sete, non pensava a nulla. Tenava lo sguardo fisso sulla TV, poi sulla console, poi sulla TV, poi sulla cosole ancora, e saltò in piedi con un scatto appena sentì suonare il campanello.

Aprì, e si trovò davanti Chiara, bellissima, con i suoi folti capelli neri abbandonati voluttuosamente sulle spalle e i suoi grandissimi occhi verdi, penetranti. Indossava un impermeabile grigio, legato in vita con una cintura, che le copriva tutto il corpo tranne i polpacci nudi e i suoi piccoli piedi, scalzi. Era nuda sotto quell'impermeabile? Giacomo, eccitato come un vulcano, la baciò violentemente sulla bocca sottile, ingraziosita appena da un velo di rossetto. Si guardarono negli occhi, senza dire una parola. Lei, con un gesto, slacciò la cintura dell'impermeabile e lo lasciò cadere: era completamente nuda!

- Ma dico, sei pazza - esclamò subito Giacomo, tirandola in casa e chiudendo la porta - così, sul pianerottolo? Aspetta almeno di entrare!

Lei rideva. Giacomo la guardò, con quel seno tondo e prosperoso che sobbalzava ai suoi scatti di riso, e i fianchi stretti, e il sedere... quel sedere... dio che donna! L'abbracciò di nuovo, si baciarono ancora, a lungo, mentre le mani di lui le percorrevano imperterrite tutto il corpo.

- Tanti auguri, padrone - disse lei, prendendo un attimo di respiro da quel bacio soffocante.

- Grazie schiavetta.

Chiara guardò la poltrona, e sorrise.

- Ah, vedo che hai già preparato tutto!

- Eh eh...già, sai, aspettando... vuoi qualcosa da bere, o... hai già mangiato? Com'è andato il viaggio?

Lei lo afferrò, lo lanciò letteralmente sulla poltrona e s'inginocchiò di fronte a lui.

- Non perdiamo tempo, padrone. Parleremo dopo: prima la schiavetta deve fare il suo dovere... - e cominciò a sfilargli i pantaloni.

- Aspetta! Devi accendi il Super Nintendo.

- Subito, padrone.

- E spegni la luce!

- La luce... certo padrone.

Chiara fece scattare l'interruttore della console, spense la luce e tornò a mettersi in posizione.

Sullo schermo apparve il menù di Super Mario World. Giacomo selezionò una nuova partita e, appena il calore delle labbra, della bocca, della lingua di lei avvolsero il suo pene, un brivido lo assalì, insostenibile. Non riusci a trattenere un gemito, quasi un singhiozzo prolungato, la mappa, ecco! La mappa dei livelli! Da quanti anni non giocava a Super Mario World? Dieci? Docici? Eppure si ricordava tutto, quella musichetta inconfondibile, il primo livello con la fila di tartarughe e, ah! Ora gli stava leccando i testicoli, Mario... Mario ha preso il fungo, ah! Un morso! La lingua sale, sale fino al glande, rotea veloce, più veloce, Mario va velocissimo premendo Y, con un saltò attraversa la sbarra del checkpoint e, Yoshi! Caro vecchio Yoshi che ingoia i nemici e succhia, succhia forte stringendo il pene con la mano, un sussulto, il respiro accellera, un altro gemito, è Natale...

Il piacere invase il corpo e la mente di Giacomo. Davanti allo schermo non vedeva più niente: si era staccato dalla realtà; era volato via, lontano. Solo le mani, come se vivessero di vita propria, si muovevano autonomamente, ignare di cosa passasse per la testa di Giacomo, pigiando rapide i tasti colorati del controller.

Tornò indietro nel tempo. Rivide la sua vecchia casa, addobbata per Natale, sotto l'albero il pacco con la carta rossa e il suo nome scritto sopra: il suo Super Nintendo! Rivide i lunghi pomeriggi invernali, tornato a casa da scuola, la pioggia sui vetri, Mario che attraversava montagne, castelli, grotte, case infestate... Rivide Filippo, Filippo! Il suo amichetto, chissà che fine ha fatto... Un livello a testa, sì, uno a testa, mentre la nonna portava ai suoi due birbanti un bel panino con la mortadella. Ah, la nonna Marì! Sempre vestita di nero, con quella pettinatura che lo faceva ridere, ma sempre tanto dolce! Si sedeva sul divano e lo guardava giocare. La incuriosivano tanto i videogiochi, le piaceva guardare e aveva anche provato a volte, ma moriva subito, non aveva il giusto tempismo e si faceva uccidere da quelle stupide tartatughe. E ne rideva, cara nonna! Gli mancava tantissimo la nonna, e... oh... oooh ODDIO!

Stava venendo! Durante la visione il piacere dei ricordi era diventato tutt'uno con quello sessuale e l'orgasmo, che Chiara gli aveva provocato con tanta passione, lo colse di sorpresa. Solo che, nell'attimo della potente eiaculazione, Giacomo non riusci a cancellare l'immagine del volto di sua nonna sorridente, che gli aleggiava quasi tangibile davanti agl'occhi, ed ebbe come l'impressione che... il suo seme... appunto... la tangesse! Povera, povera nonna Marì!

Inorridito, schifato, Giacomo si alzò in piedi all'improvviso, urlando, senza capire più nulla, e assestò a Chiara, ancora accucciata, una poderosa ginocchiata sul naso.

- Cazzoooo...che male! Ma sei idiota? - biascicò lei tenendosi una mano sul naso dolorante.

- Eh cosa?

- Ahi... porc...ma che t'è preso?

Giacomo ritornò in sè e si rese conto di ciò che era appena successo. La guardò mentre, ancora ai piedi della poltrona, dondolava avanti e indietro il busto, il volto contratto in una smorfia sofferente. Si sentì un imbecille.

- Amorina, cacchio, scusami... io, ti giuro, non so... è che all'improvviso mi vedo davanti la nonna e... oddio!

- Che c'è? Che c'è?... Aaah, perdo sangue! Ho la mano piena! Ahia... mi hai rotto il naso, stronzo! Me l'hai rotto... tu e quei giochi cretini!

- Vado a prenderti dei fazzoletti. Aspetta.

Corse in cucina, aprì l'armadietto dove di solito teneva i fazzoletti, ma non c'erano. Guardò negli altri, niente lo stesso. Forse li aveva finiti. Prese allora il rotolone di carta da cucina e tornò in soggiorno. Chiara, però, se n'era già andata.

Aprì la finestra che dava sul portone d'ingresso. Pochi secodi dopo vide uscire Chiara con passo svelto, vestita così com'era venuta, asciugandosi il sangue con le maniche dell'impermeabile.

- Chiara! - le gridò - dove vai?

Lei non rispose, si limitò ad alzare una mano e mostrare il dito medio. Salì sulla sua Punto rossa e sgommando se ne andò via.

Giacomo era scombussolato, esterrefatto. Non avrebbe mai immaginato che la serata potesse concludersi così. Aveva rovinato tutto. E Chiara s'era davvero incavolata... certo però che poteva dargli almeno il tempo di spiegare!

Tornò a sedersi sulla poltrona e, con un'espressione mesta e turbata, si mise a guardare il pavimento sporco di sangue. Questo turbamento, però, si stemperò pian piano, e le labbra di Giacomo si piegarono in un accenno di sorriso; il sorriso diventò un ghigno; il ghigno un risolino; il risolino una risata sonora. Rise di gusto, tenendosi la pancia con le mani, fino alle lacrime. In fondo, era la cosa più ridicola che gli fosse mai capitata, e solo a lui poteva capitare. Domani, ne era sicuro, avrebbe riso anche Chiara. La botta al naso non era grave, avrebbe scommesso tutti i suoi videogiochi che non era rotto. Domani sarebbe andato da lei con dei fiori per chiederle scusa, avrebbero fatto pace e ne avrebbero riso assieme. Domani.

Quella sera, infatti, Giacomo era esausto, e anche se avrebbe fatto una figura migliore a mettersi in macchina e seguire subito la sua ragazza, non ne aveva la forza. Quella sera, ormai, poteva dedicarla ad una cosa soltanto: i suoi amati videogiochi. Super Mario World aveva saputo stregarlo di nuovo, e aveva una gran voglia di giocarci seriamente, senza distrazioni. Da quanto tempo non prendeva una serata per se stesso? E per giunta era anche il suo compleanno: Chiara poteva aspettare.

Riprese in mano il controller ma, appena cominciato un livello, oh no, la nonna! Il volto della nonna inzozzato e disonorato ricomparve immediatamente davanti agli occhi di Giacomo, che distolse lo sguardo dallo schermo e strizzò forte le palpebre.

Si alzò e spense il Super Nintendo, spaventato. Cosa stava succedendo? Che scherzo era questo? Quell'orribile immagine, quell'orribile immagine incestuosa e nauseante era riapparsa. Non riusciva a crederci.

Volle fare un altro tentativo. Prese il controller della Play Station 3 e fece partire il gioco di Batman. Si concentrò, cercò di prestare massima attenzione a tutte le scritte che precedono il menù iniziale, lesse perfino i copyrights, pronunicando le parole ad alta voce. Niente da fare: una volta finito il caricamento, dai meandri più nascosti della sua mente fece di nuovo capolino la nonna, prima piccola piccola, poi via via sempre di grande, mostrando senza pietà la sua faccia sporca e soddisfatta.

- Ah... bastaaaa!

Giacomo scagliò a terra il joypad e cominciò a sfregarsi ferocemente gli occhi con le mani chiuse a pugno, come se volesse materialmente spazzare via la nonna, ripetendo con voce strozzata:

- Sono rovinato... non posso più giocare... sono rovinato...


no fear
Drink! il primo blog videoludico che ha il futuro assicurato

Esseri nintendosi* (Special Guest Star: Essere Disgustoso*)

   odiavo stare con mio padre: mai conosciuto un uomo più stronzo. sempre a reprimermi e a mortificarmi. ogni volta era la stessa storia:
“ho fame! devo andare in bagno! eddai!”, chiedevo io tirandolo per la giacca.
“un’altra volta?!?”
“uffa… sì…”
“io con te non ce la faccio più: non sopporterò il tuo ingiustifiabile infantilismo per un altro centesimo di secondo! quando maturerai del tutto? e smettila di chiedere sempre da mangiare o di andare in bagno ogni cinque minuti: hai quarantatrè anni, quando imparerai a trattenderla?”



   rientrato a casa dal lavoro, decisi di fare una partita alla nintendo wii. avevo appena avviato un nuovo gioco, quello nel quale il tuo avatar deve cospargere di benzina un barbone e dargli fuoco con il nuovo joypad a forma mein kampf, quando squillò il telefono:
“pronto?”
“casa fortunato?”
“sì.”
“eh eh… sono veneziani, la chiamo dalla banca .”
“oh, dica pure.”
“ha presente quando le consigliammo caldamente di investire in azioni della lehman brothers?”
“sì.”
“ricorda che lei accettò quel consiglio?”
“sì.”
“ecco. arrivederci.”

   odiavo stare con mio figlio: mai visto un bambino di cinque anni più stronzo. tra noi, ora, mi sembra di rivivere le stesse scene vissute con mio padre:
“ho fame! devo andare in bagno! eddai!”
“un’altra volta?!?”
“uffa… sì…”
“io con te non ce la faccio più: non sopporterò il tuo ingiustifiabile infantilismo per un altro centesimo di secondo! quando maturerai del tutto? e smettila di chiedere sempre da mangiare o di andare in bagno ogni cinque minuti: ormai sei adulto, sai trattenerla. hai capito, papà?”

   ora sono morto, per fortuna. e sono contento di aver firmato dal notaio un documento nel quale accennavo una sorta di testamento biologico personalizzato. poche ma semplici righe: chi si batte per alimentarmi artificialmente in una situazione di coma irreversibile è frocio. e tenete dino boffo lontano da me.

   mio figlio proprio non mi rispettava. per i suoi dieci anni chiamai un clown per fare qualche gioco: ebbene, riuscì a darmi contro anche lì. non solo mi rimproverò di fronte a tutti per aver chiamato un altro pagliaccio oltre me ma, durante lo spettacolo, prese pesantemente in giro uno degli invitati arrivando a definirlo acefaloide mononeurotico privo di dignità solo perché non era riuscito a capire un banalissimo gioco di carte.
   era terribile. quando dovevo accompagnarlo per i colloqui con gli insegnanti diventavo io, l’alunno da giudicare, dato che i suoi insegnanti conoscevano tutte le mie debolezze. per i suoi diciott’anni chiese, e ottenne, che anche suo nonno, mio padre, mi accompagnasse ai suoi colloqui con gli insegnanti.
   credo che non ci sia bisogno di specificare che mio padre e mio figlio andavano molto d’accordo. mi deridevano con tutti, continuamente. tutti: bambini, anziani, uomini, donne, alessandro cecchi paone. tutti.
   e poi cosa posso farci io, se non riesco ad afferrare subito i trucchi dei prestigiatori?

   il giorno successivo, rientrato a casa dalla banca, decisi di fare una partita alla nintendo wii. avevo appena avviato un nuovo gioco, quello nel quale il tuo avatar deve far ubriacare una coetanea ad una festa delle medie per poi approfittare ferinamente di lei con il nuovo joypad a forma di imene, quando squillò il telefono:
“andrea, caro, ci sei?”
“sì dolcezza, dimmi.”
“ebbene, ti chiamo per dirti che ne ho abbastanza di te e dei tuoi stupidi giochetti: chiedo il divorzio e, da brava moglie quale ritengo di essere, farò di tutto per lasciarti in mutande, caro il mio andrea fortunato, eh eh… e non sopporterò il tuo ingiustificabile infantilismo per un altro secondo! hai quasi quarant’anni, quando maturerai del tutto?”
“mi lasci, mi porti via tutto… questo significa che non mi vedrò più nostro figlio?”
“oh, sai che non farei una cosa del genere al padre di mio figlio.”
“troia.”

   da bambino, una volta, m’intrufolai di nascosto nella stanza dei miei genitori mentre, più affettuosamente del solito, facevano l’amore. quando mi scoprirono il giardiniere di casa, vestito da fustigatore feticista, gentilmente mi accompagnò alla porta. non capii per molto tempo. soprattutto non riuscii a capire perchè, oltre al giardiniere di casa vestito da fustigatore feticista, con loro era presente anche il fustigatore feticista di casa vestito da giardiniere. quesiti irrisolti che mi rovinarono l’infanzia.

   tornai a casa con l’intenzione di guardare un film, uno di quelli divertenti. indeciso tra “la ciociara” e “i ragazzi dello zoo di berlino”, lo sguardo si poggiò sulla nintendo wii e scelsi di provare un nuovo gioco, quello nel quale il tuo avatar deve accusare di omosessualità il direttore di un quotidiano cattolico con il nuovo joypad a forma di nota informativa del sisde, quando squillò il telefono:
“pronto?”
“fortunato?”
“sì.”
“eh eh… sono franchini dell’ufficio personale: lei è licenziato.”
“oh, mi faccia indovinare: forse perché impiego la maggior parte del mio turno al cesso o a spendere mezzo stipendio ai distributori?”
“non so cosa dirle… buonasera…”, dice riabbassando la cornetta ma, in sottofondo, posso udire un “ehi, ragazzi, ho trovato la giusta causa!”
   subito dopo, la nintendo wii esplode liberando un fungo atomico. e un joypad a forma di truman.

   e va bene, mi arrendo. dio, sto parlando con te: posso sopportare la perdita di tutto il mio denaro, di mia moglie, del lavoro… se vuoi prenditi mio figlio… anzi, se vuoi prenderti mio figlio in cambio della mia felicità terrena, fai pure… ma anche la nintendo wii… ne ho abbastanza

   liberi di non crederci ma l’ho fatto: mi sono buttato dalla finestra. ho preso la rincorsa, ho saltato il davanzale del balcone e, dopo un rapido schianto… sono morto. non mi credete? se non l’avessi fatto, come farei a raccontarlo?
   eh sì, sono finito nell’al di là. come si sta? oh, peggio dell’al di qua non si poteva stare. nonostante non accetti con entusiasmo grandi cambiamenti, si tira avanti. sto scrivendo un diario ma gli eredi di silvio pellico non vogliono saperne di cedere i diritti.
  
   così, per ammazzare il tempo, ho preso una nintendo wii. i giochi che hanno qui sono pazzeschi: ormai sono un campione in quello nel quale il tuo avatar, con un guanto di carta vetrata, si masturba su materiale pedopornografico con il nuovo joypad a forma di padre o’grady ma devo essere sincero: me l’aspettavo peggio, la morte. anzi, posso mangiare e stare in bagno quanto voglio senza che nessuno mi rompa le scatole: morire è bello.
   in più, niente può eguagliare il potere di spiare giovani nipoti mentre si fanno una sega.
ed*

(thanks to Essere Disgustoso*)



Gloria nell'alto dei cieli e
Drink! in terra agli uomini di buona volontà.

Holy Games: Se i videogiochi li avesse inventati dio (Special Guest Star Ugazz)



Dio sta mostrando il Paradiso Terrestre ad Adamo ed Eva, creati da poco.

DIO: Ecco...e vedete questa cosa trasparente che scorre giù da quelle rocce? Questa è acqua!
EVA: Uh...senti com'è fredda!
ADAMO: Ac-qua... e a cosa serve?
DIO: Ogni tanto, quanto magari vi sentite un po' debolucci, o avete la gola tutta secca, la lingua impastata, venite qua, introducete un po' di acqua nel vostro corpo e vi sentirete meglio.

ADAMO: E da quale parte bisogna...
DIO: Dalla bocca, dalla bocca, come il cibo.




EVA: La bocca è questa qua, giusto? Questa sotto il naso.
DIO: Eh eh ... certo! Vedrete che piano piano vi verrà tutto automatico e non dovrete stare troppo a pensarci su. Sapete, sto lavorando anche ad un sostituto dell'acqua, molto molto più buono, fatto con quei frutti a grappolini che abbiamo visto prima. Ma per ora dovete accontentarvi.
EVA: L'Uba?
DIO: U-va, si dice u-va.
ADAMO: Dio... Dio! Quello cos'è?
DIO: Quello cosa?
ADAMO: Quel coso che è appena passato lassù, nel cielo! Era velocissimo!
DIO: Ah... quello è un usignolo, l'uccello canterino. L'ho fatto perchè il vostro risveglio ogni mattina possa essere il più dolce possibile.
EVA: Risveglio? Cos'è?
DIO: Ne riparleremo più tardi. Ora, Adamo, voglio mostrarti una sorpresa!
ADAMO: Ancora? Non mi avrai preso mica un'altra costola?
DIO: No... eh eh, no, non ti preoccupare. Questa l'ho fatta tutta da solo... Ecco, chiudi gli occhi... vieni avanti... TA-DAAAA!
ADAMO: ...che roba è?
DIO: L'ho chiamata Play Station! Ti piace?
ADAMO: Sì, ma cosa fa?
DIO: Serve per passare il tempo. Tu prendi in mano questo coso, il Joypad. Poi metti dentro questi dischetti, che sono i giochi, e ti diverti un sacco, muovendo le cose sulla schermo. E si può giocare anche in due! Vedrai, ci divertiremo un casino! Ho già creato Pes, Call of Duty, Gran Turismo, e ho un sacco di idee pazzesche! Allora, ti piace?
ADAMO: Wow, proprio una figata!
EVA: Bellissimo! Guarda tutti quei colori! Ady, fammi provare.
DIO: Eva, queste non sono cose da femmine.
EVA: Dai... fatemi provare.
ADAMO: Eva, non rompere! Non hai sentito Dio?
EVA: Uffiiii... intanto posso provare questo?
DIO: NO, ASSOLUTAMENTE NO! Questo è il mio DS. Sto facendo un super mega record a Tetris, e guai a voi se me lo prendete! Non si tocca, capito? CAPITO?
EVA: Ok, ok, non sia mai...
ADAMO: DS? Anche con questo giochi?
DIO: Sì, ma in più te lo puoi portare in giro. Sto facendo una partita che dura già da 16 ore, e se solo qualcuno prova a rovinarmela, giuro che gliela faccio pagare cara!
EVA: (sottovoce) giugno che gnegno fagno pagnanegnagnegna...
DIO: Detto qualcosa?
EVA: No no. Giocate pure. Io vado a scegliermi una foglia...

Quattro ore dopo Eva è seduta sulla riva del torrente, e si annoia a morte. Il serpente le si avvicina di soppiatto.
SERPE: Ciao Eva
EVA: ODDIO!
DIO: (in lontananza) Mi hai chiamato?
EVA: (a Dio) No no, scusa... (al serpente) Cosa sei tu?
SERPE: Sssono il ssserpente.
EVA: Mi hai spaventata, sai?
SERPE: Ssscusa, non era mia intenzione. Cosa fai qui tutta sssola, cara Eva?
EVA: Niente. Aspetto che la gola diventi secca perchè sono curiosa di provare l'acqua. Altro non posso fare, visto che io coi videogiochi non posso giocare. Visto che non sono roba da femmine!
SERPE: Ma è un'ingiussstizia! Un sssoppruso!
EVA: A chi lo dici!
SERPE: Anche perchè, i videogiochi per ragazze... esssistono?
EVA: Davvero?
SEPRE: Certo! Guarda qua (il seprente prende la custodia di un gioco per DS). Questo è Nintendogsss, un gioco che Dio ha creato ma non usssa perchè non vuole sssembrare gay.
EVA: Che carino il cagnolino! Cosa bisogna fare?
SERPE: Devi allevare i cuccioli.
EVA: Bellissimo, io adoro i cuccioli! Ma non posso giocare. Dio ha detto che non posso prendere il suo DS.
SERPE: Dai, Dio e Adamo hanno appena cominciato Resssident Evil. Ne avranno per delle ore! Nesssuno sssi accorgerà di nulla!
EVA: ...No... non posso. Poi Dio si incavola.
SERPE: Capisssco. Allora rimane pure qua ad annoiarti... Ciao...
EVA: Aspetta! Tu percaso sai se c'è un modo per giocare senza perdere il record a Tetris?
SERPE: Certo... ehm... sì, mi sssembra che se ssspegni il DS tenendo premuti tutti i tasti sssalva il record.
EVA: Ti sembra o sei sicuro?
SERPE: Sssicurisssimo, sssicurisssimo!
EVA: Uff...ma sì dai. Io ci provo. Tanto, voglio dire, Dio ha tutta l'eternità per fare record a Tetris. Anche se perde questo, cosa vuoi che succeda?

Cinque minuti dopo.
DIO: NOOOOOO, NON CI CREDO!!! 16 ORE BUTTATE NEL CESSO. QUANDO? QUANDO MAI RIUSCIRÒ AD ARRIVARE DI NUOVO AD 80 MILIONI? NON CI CREDO!
EVA: Scusa scusa scusa! Non l'ho fatto apposta. Volevo spolverarti il DS e... mi è caduto...
DIO: BUGIARDA! IO... IO VI AVEVO AVVERTITI.
ADAMO: Dai, Dio, non prendertelà così.
DIO: NO, BASTA, NON VOGLIO PIÙ VEDERVI. IO FACCIO LA FATICA DI CREARVI, MI SCERVELLO PER DARVI UN PARADISO TUTTO PER VOI E MI RICAMBIATE COSÌ?
EVA: (piangente) Ti prego Dio... perdonami.
DIO: VIA, VIA DAL MIO PARADISO. ADAMO, LA PACCHIA È FINITA, D'ORA IN POI DOVRAI SGOBBARE DALLA MATTINA ALLA SERA PER COMPRARTI I VIDEOGIOCHI. SULLA TERRA COSTERANNO FINO A 70 EURO.
ADAMO: Boia! Quanto?
DIO: SÌ, 70 EURO ALL'UNO. E FARÒ IN MODO CHE LA PIRATERIA SIA ILLEGALE!
ADAMO: No no, pietà... così non potrò prendermi neanche un gioco al mese...
DIO: NON MI FREGA NIENTE. E TU, EVA... TU... PARTORIRAI CON DOLORE!
Dio scompare in un lampo. Una tromba d'aria devastante spazza via il Paradiso Terrestre. Alla fine Adamo ed Eva si ritrovano in una landa desolata.
ADAMO: Grazie tante Eva. Guarda che hai combinato!
EVA: Mah, meglio soli qua che in compagnia di quel pallone gonfiato. Ma chi si crede di essere? Proprio antipatico!

Si siedono su un masso e se ne stanno zitti per un po', tutti imbronciati. Poi Eva rompe il silenzio.
EVA: Adamo, che cosa vuol dire partorire?
ADAMO: (il suo volto s'illumina all'improvviso) Oh, giusto, giusto! È un nuovo giochetto che mi ha insegnato Dio prima che tu combinassi quel guaio.(guardando Eva dalla testa ai piedi con un ghigno malizioso) Ora te lo insegno!

(grazie a Ugo "Ugazz" Ottolenghi, mio storico amico virtuale)

HOLY GAMES è un'esclusiva
Drink! Il blog che tenta disperatamente di trasformare l'acqua in vino. E quando ci riuscirà tenterà di fare il contrario.

Tuffo nel passato: Crash Bandicoot (special guest star Faina Incazzosa)

In quel felice periodo della mia vita che andava dal 1996 al 2001 passavo ore e ore attaccato alla PlayStation.

(Quella grigia, dannazione, quella grigia! Quella che ora tutti chiamano PSX, anche se devo ancora capire da dove è saltata fuori quella cazzo di X. Una volta non c’era! Credetemi!)



Il mio gioco preferito era Crash Bandicoot 3. Quello dell’animaletto arancione con il sorriso da sbruffone e la cresta da punk che se ne andava in giro a distruggere casse e sbafare mele. C’è qualcuno di abbastanza vecchio da ricordarselo? Comunque, la prima volta che ci ho giocato ero a casa di un amico.

“Tieni, vuoi provare? Allora, con la croce si salta, il salto doppio si fa premendola due volte di seguito, con il cerchio ci si abbassa e si cammina a gattoni, con il quadrato fai la trottola per rompere le casse, premi tante volte il quadrato e fai una super trottola, correndo e premendo cerchio fai la scivolata, saltando e premendo cerchio fai la spanciata, tenendo premuto cerchio e poi saltando fai un salto più alto. Poi vabbeh ci sarebbe il bazooka spara-mele e la Super Corsa, ma non te li spiego. Ok?”

“Ma certo!” risposi io, prendendo il mano in joystick e sorridendogli convinto, mentre una vocina dentro di me si chiedeva “E il triangolo? Ha nominato il triangolo? Cosa si fa con quel cazzo di triangolo?”

Comunque, quella fatidica volta ci misi una buona oretta e mezza per completare il livello. Ogni volta che dovevo saltare un buco lungo il percorso mi prendeva l’ansia e premevo X a casaccio, o cambiavo direzione mentre ero sospeso a mezz’aria.
O più semplicemente arrivavo di corsa, bello fiducioso, preparandomi a saltare quel bastardo di un cratere minaccioso, e schiacciavo quel fottuto O al posto di quella fottuta X, andando a finire in scivolata dentro il buco, perdendo l’ennesima vita.

Ma tutto questo succedeva in modo molto spettacolare e avvincente, almeno a giudicare dall’espressione del mio amico, che se ne stava seduto vicino a me e fissava con sguardo rapito il contatore delle vite che scendeva e mormorava fra sé e sé frasi del tipo “Non è possibile che ci sia cascato di nuovo” o “Ha premuto di nuovo il O al posto della X, incredibile”, (il tutto con un tono profondamente meravigliato) ogni volta che finivo per farmi ammazzare da una Rana Malvagia* o da un Persiano Seduto su un Tappeto Volante Malvagio.**

* ** : Solo coloro che hanno effettivamente giocato a Crash 3 possono capire a chi mi riferisco.

Tempo dopo acquistai il gioco e mi ci misi d’impegno, riuscendo a diventare un vero maestro. Iniziai a invitare a casa mia gli amici possessori di PlayStation che conoscevo, per intrattenerli ore e ore deliziando i loro occhi con la mia fenomenale bravura.

“Guarda, guarda, hai visto come ho saltato quel buco atterrando con precisione sulla testa della Capra Malvagia e finendo per distruggere una cassa di Mele Wumpa mentre ero ancora in volo? Hai visto? Eh?”

“Sì, Faina, ho visto. Adesso che ne dici se attacco l’altro joystick e giochiamo un po’ a ISS Pro Evolution?”

“Aspetta guarda guarda adesso sto per far scoppiare una cassa di TNT mentre fuggo da un Triceratopo Malvagio e schivo Pterodattili Malvagi e salto in maniera acrobatica i Pozzi di Lava Bollente Malvagi! Hai visto?”

“Fantastico, Faina, fantastico.”

Dopodiché l’amico di turno si rassegnava al fatto che non avrei mollato Crash di un millimetro, e iniziava a sbirciare mia sorella più grande che passava dalla camera da letto al bagno e viceversa, vestita solo di un paio di mutandine semitrasparenti e un reggiseno rosa.

“Oh, ciao Luigi, non ti avevo visto!”

“Ciao, Sorella di Faina!”

“Ehi, ehi, guarda, hai visto come ho ucciso quel Coso Luminoso Robotico Malvagio saltandogli addosso e spazzandolo via con una Super Rotazione?”

“Mmmh?”

“Ehi, ma stavi guardando o no?”

“Il.. Quella cosa.. Cioè, sì, ho visto Crash che faceva quella cosa là, quella..”

“Stavi guardando o no?”

“Sì”

“…Ok”

Per un po’ la mia ossessione per Crash prese il sopravvento su tutto il resto. Letteralmente ero innamorato di Crash, passavo tutti i momenti in cui NON giocavo a Crash a desiderare di giocarci, e ogni volta che riuscivo a migliorarmi ne andavo fiero e mi sentivo realizzato e superiore al resto del mondo.

“Oh, ragazzi, ieri mi sono fatto la Camilla! Che spettacolo oh, che tette ragazzi, dovevate vedere, che roba, ci siamo sdraiati sul divano in salotto e… Faina, che cazzo è quel sorrisetto? Non mi credi?”

“Ma no, figurati, è che cioè, che ci sarà mai di così speciale…”

“La Camilla, Faina, hai presente? La ragazza più figa del liceo? Quella a cui andavi dietro fino a qualche mese fa? Quella che non facevi che ripetere che era la femmina più bella che avessi mai visto?”

“Sì va beh, ma chissenefrega, io ieri ho preso la reliquia di platino nella prova a tempo del livello 17 di Crash 3, cioè ragazzi dovevate vedere che roba, ho preso tutte le casse del tempo e per tre decimi di secondo sono riuscito a…”

“Faina, ma vaffanculo!”

(thanks to Faina Incazzosa)

Questo tuffo nel passato è offerto da

Drink! Il primo blog videoludico che si è portato a letto Megan Fox