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PadanGame

FORMATO: la pentola grande
DISPONIBILE: è già un bel po'
PUBLISHER: parla la tua lingua!
Questo nuovo prodotto è stato il parto della dislocazione a Pian del Re della Ubisoft, nella quale operano i quattro migliori ingegneri della ditta e tre cinghiali. Questo particolare team ha progettato un multigames che permetterebbe, a seconda dei punti guadagnati a ogni game, di far evolvere il proprio account sino al livello finale.
Ci sono tre percorsi:
  1. Facile, modalità Maroni: inizi dal livello base “ex-comunista” per giungere a quello “ministro”; viene consigliato a chi ha maggior abilità e sveltezza nei cambi d’abito e di opinione;
  2. Normale, modalità Bossi: il livello base è “degente da un ictus”. Seppur non sembri promettere bene, proseguire in questa modalità vi darà la soddisfazione da evolvere sino ad “animatore di folle padane”. Ma badate: richiede ritmi meno frenetici della seconda, ma anche maggior potenza e perseveranza nel pronunciare parole di più di tre sillabe senza biascicare;
  3. Difficile, modalità Calderoli: si parte dallo stato “so grugnire il mio nome e vari insulti” a “so grugnire il mio nome e vari insulti in parlamento”.

I vari game sono, seppur di grafica spartana (saper disegnare è da culattoni), molto studiati sull’impatto emozionale: simpatica la sostituzione del classico GameOver con le esclamazioni di una reale vecchina brianzola esclusivamente dialettofona che vi urlerà roca “ma va a lavurà, marochen!” (trovati pure un impiego, oh originario del meridione), oppure, in caso di gravissima disfatta, “turnate a ca’ vestra, negher” (ritornate nel vostro paese natale, oh uomini di colore). Altresì, la vincita del game verrà annunciata da una sorridente Colombina e il suo “Ciapa che bel toso!”, mentre si sporge col generoso petto nell’atto di porgervi polenta e piccioni arrosto (attenti al trabocchetto: accettate pure la polenta, ma non inimicatevi i piccioni che a Venezia sono una potenza mafiosa).

I giochi ideati sono:

  1. Scopri il diessino: non molto dissimile da più noto Phoenix Wright, vi impegnerà in interrogatorio di un operaio in una cantina buia e odorante di salumi, e in confronti con testimoni e prove, sino al raggiungimento della verità: Giulio l’è comunista?;
  2. Padan cart: il più classico dei giochi su pista, ma al posto di una macchina, guiderete l’ape di vostra zia. Badate a guadagnare vincite e punti, e potrete anche voi corazzare il mezzo, sino a riuscire a sbalzare in aria i capelloni dell’Onda di fronte ai licei;
  3. Sim Parlamento: Si tratta di simulatori (da cui il nome) di eurodeputati, piccoli personaggi completi di tratti fisici e caratteriali diversi tra loro, che vengono eletti, vivono, si riproducono e vengono arrestati. Abitano dei loft (da costruire e arredare), hanno un lavoro (?), guadagnano e vivono esistenze che ricordano quelle delle persone vere. Ma più grottesche (preso pari passi da Wikipedia);
  4. La Ronda: non il giornale d’inizio novecento, ma una simpatica simulazione di scampagnata non molto dissimile da Giulia Picnic, se non per quei molto alla moda giubbotti catarifrangenti e le barzellette su “C’è un napoletano, un culo e un negher…”. È possibile scaricare da internet un plus: la scorta di polizia che vi evita il pestaggio;
  5. Ora che anche i sedicenni possono sparare, ci divertiamo: uno sparatutto vecchio stile. Non ve lo sto neanche a descrivere...

Avvertenze: Potrebbe causare fastidi agli occhi, tendiniti e inappetenza. Il gioco non è adatto ai daltonici (la non distinzione di rosso e verde potrebbe essere fatale).

con inappetenza su Drink! il primo blog videoludico che parappapperò però pa!

Il principe di Persia, quello con più fascino di quello del Galles, ma meno soldi di quello di Montecarlo


FORMATO: Xbox 360, PS3, Microsoft Windows, Mac OS X, ma anche qualsiasi muro di casa...
DISPONIBILE: dall'annus domini MMVIII
PUBLISHER: sempre lei, madama Ubisoft
SVILUPPO: Ubisoft Montreal

Scusatemi se ripropongo questo post, ma ci sono dei nuovi accadimenti a proposito della mia esperienza con Prince of Persia.


Post scritto nei primi minuti di PoP:
Mi sono comprata Prince of Persia – sciarpe bicromatica version. Così, per gratificarmi… e lo è, effettivamente, anche se ora sta giocando mia sorella. (non sapete quanto sia gratificante quando è silenziosa).

Sin dai primi minuti di gioco ho avuto l’impressione che il principe fosse diverso da quello della trilogia.

[il nuovo principe ripreso mentre balla il twist]

[il vecchio principe su una locandina Disney]
[si, i reali persiani sono dei mandriani checche]


[il prosimo Prince]

E lo è effettivamente: più solare e propenso allo spirito, con un gusto nel vestire migliore; mentre il precedente era sempre depresso e rivestito di cuoio che sembrava si stesse dirigendo a un gay party, non a Babilonia.
E’ anche vero che maneggiare il precedente era un vero spettacolo: qui è tutto automatizzato: basta premere la x e ti fa salto + corsa sul muro + salto + pliè + moonwalker, mentre col precedente dovevo premere una sequenza tale di tasti che solo un pianista professionista saprebbe ricavare dalle dita certi virtuosismi. Il combattimento, poi, è incerto (figuratevi che non c’è la barra della vita e ha una sola arma), anche se più realistico (quando viene ferito i suoi movimenti sono, appunto, quelli di un uomo in difficoltà).
Ma sembra che non ci si possa dare a grandi libertà di movimento, dato che ogni azione è seguita da un secondo personaggio, da noi dipendente: la principessa strega. Praticamente la sostituzione alle sabbie del tempo: ti salva quando cadi, è la componente magica, distrae i nemici mostrandoli il seno… magari quest’ultima cosa le sabbie non la sapevano fare, ma erano comunque più soddisfacenti e meno ingombranti.
La location è disegnata magistralmente ma, per quanto ho visto sin ora, non è molto originale: mi ricorda un po’ Okami, con la zona desolante prima e poi fatta sbocciare in primavera.
Mha… vedremo con il proseguire.

Ok, la verità è che avrei dovuto comprarmi Godo f War II, dato che so già che nessun Principe di Persia potrà mai superare Le sabbie del tempo [edit: il migliore è Spirito Guerriero].


Post scritto negli ultimi minuti di PoP:
Il fatto che abbia sconfitto il the final boss della partita di Prince of Persia di mia sorella, mentre questa era al telefono, è stato del tutto casuale.
Il cattivo supremo era così scarso che ho pensato fosse un cattivo minore; e a testimonianza del fatto c’era l’assoluta facilità con cui l’ho abbattuto. Io. Ovvero colei che avrà giocato al gioco si e no due ore la settimana passata, prestando un orecchio alle repliche i Scrubs.
Comunque, mia sorella, rientrata durante i titoli di coda, si è incazzata non poco…


Cosa abbiamo imparato sul nuovo PoP:
Era meglio il vecchio and...

Warned: Don’t take the other joystick! sopratutto se is of your sisters.
by laDurlindana

Drink! il primo blog videoludico che crede nel potenziale femminile. In cucina.


Hey tu, collabora, dannazione!

Allora gente, le cose stanno così: credevo di avere un lavoro che mi permettesse di campare fino a natale, giorno in cui tornerò a lavorare nel mirabolante ambiente dei cinema multisala, ma il Signore mi odia dal profondo del suo cuore e tutto è andato a puttane.
Capirete tutti che cercare di fare dell'umorismo con la pancia vuota non è proprio una cosa che viene naturale... e scrivere dei post pieni di bestemmie sarebbe anche interessante, ma purtroppo non ho il tempo o i mezzi per farlo poichè il semplice fatto di sopravvivere mi ruba parecchio tempo.

Quindi qui entrate in gioco voi, voi che leggete questo blog, voi che amate ridere, voi che, come me, credete che la cosa più importante sia non prendersi troppo sul serio, ma sia divertire e divertirsi, prendendosi gioco delle debolezze o delle forze dell'industria videoludica.



Avete il compito di far vivere questo blog per i prossimi mesi, qualcuno verrà invitato a postare in autonomia e libertà, tutti gli altri possono scrivermi per segnalazioni, articoli e quant'altro.

Unica regola: Originalità, inoltre ogni post deve tassativamente terminare con la classica formula:

Drink! il primo blog videoludico che anche chi non legge Froid può vivere cent'anni.

palla a voi, fate del vostro meglio, ci si rilegge all'improvviso.